sabato 29 novembre 2008

Cordoglio per la scomparsa di Alice

Ricordo Alice l’anno scorso mentre caricava la sua macchina dopo aver smontato un presidio in campagna elettorale.

La ricordo come una bella persona.

La sua prematura scomparsa e il dolore di Rita e Antonello mi lasciano con la morte nel cuore.

In questo momento di grave lutto mi sento vicino alla sua famiglia e a tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Claudio

martedì 25 novembre 2008

25 novembre 2008 - GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE



Le donne non si toccano nemmeno con un fiore…





Il manifesto contestato, “Donna crocifissa”, compare in questi giorni sulle pagine di quotidiani, riviste e siti web, ma non sui muri di Milano per la decisione del Comune di Milano, di bloccarne l'affissione - che era stata richiesta per celebrare il 25 Novembre, Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. Il 25 novembre 1960 furono violentate e uccise le sorelle Mirabal, paladine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dalla dittatura e da allora simbolo internazionale della lotta per l'eliminazione della violenza contro le donne. Una violenza che per molte donne è ancora il pane quotidiano......perché gridano vendetta le 6,743 milioni di donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita.......
Questo l'inizio dello speciale sulla giornata del 25 novembre che puoi trovare sul sito http://www.deltanews.it/primopiano/novembre08/251108.htm


Sostituire il crocefisso di Cristo con la donna crocefissa dalla violenza non è affatto scandaloso.
E' ricordare una delle tante violenze che si prepetuano tutt'oggi su quel legno che ricorda il dolore e la violenza.
Se con la croce di Cristo si ricordano tutte le violenze, permettimi per un giorno, il 25 novembre, di cambiare il mio crocefisso con quello che ricorda l'infame violenza sul corpo e nell'anima della donna.

lunedì 24 novembre 2008

Le carezze come nutrimento

Abbiamo bisogno di carezze, ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo e del cibo di cui ci nutriamo.
Ne abbiamo bisogno nelle relazioni private ma anche in quelle pubbliche e professionali.
Parlare di carezze significa parlare di riconoscimenti.
Riconoscimento di sé e riconoscimento dell’altro; e poi ancora riconoscimento di sé attraverso il riconoscimento dell’altro.”

E il riconoscimento di sé attraverso il riconoscimento dell’altro è una delle più belle esperienze della vita.
Ma che cos’è una carezza?
La carezza è tutto ciò che, nella relazione tra due persone, implica uno scambio comunicativo, verbale o no, che comporta una certa dose di emozione, in una o entrambe le persone.”
Possiamo dire che “e’ carezza tutto ciò che, riconoscendo l’esistenza dell’altro, comporta una comunicazione con una valenza affettiva, anche minima.
Assertire sorridendo, toccare amichevolmente una spalla dire “sono contenta di vederti”, ascoltare con attenzione, dare un segno di disponibilità
.”
Le carezze riguardano la totalità della persona come delle loro azioni.
Facciamo un esempio per comprendere meglio il concetto.
In un giardinetto pubblico un bambino si sporca la camicia di gelato. La mamma che lo accompagna gli grida stizzita : “Sei un cretino”.
In questo caso la mamma da al bambino una carezza negativa incondizionata., senza appello.
Se gli dicesse con aria di disapprovazione : guarda che ti sei sporcato, gli farebbe una carezza negativa condizionata.
La carezza condizionata implica la disapprovazione di quell’azione, di quel modo di fare
.”
Una carezza incondizionata negativa colpisce la persona nel suo insieme.
Una carezza negativa condizionata è come un’area di possibile miglioramento.
Una carezza positiva condizionata, “hai fatto una cosa carina”, fa proprio piacere.
Una carezza positiva incondizionata, “sei carino”, può far godere.
Se ad essere destinatari di carezze si riceve qualcosa, lo stesso accade a colui che pronuncia le carezze.
Dare una carezza positiva, sia essa condizionata o incondizionata, arricchisce anche chi la da.
Dare una carezza negativa condizionata è fare una critica lasciando aperta la porta alla relazione.
Dare una carezza incondizionata negativa significa giudicare la persona e lascia l’amaro in bocca.
A proposito di carezze, mi permetto di consigliarti un bellissimo libro, da cui ho tratto il “virgolettato”, di Giacomo Magrograssi sulle carezze, Le carezze come nutrimento edito da Baldini Castaldi Dalai Editore.

Se la vita è tutta una questione di relazione, per una buona vita stiamo attenti alle carezze che facciamo e alle carezze che chiediamo.
Possiamo fare tanto bene o tanto male anche a noi stessi.

Claudio

I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO


I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO


(di Dorothy Law Nolte)

Se un bambino vive con le critiche, impara a condannare.

Se un bambino vive con l'ostilità, impara ad aggredire.

Se un bambino vive con il timore, impara ad essere apprensivo.

Se un bambino vive con la pietà, impara a commiserarsi.

Se un bambino vive con lo scherno, impara ad essere timido.

Se un bambino vive con la gelosia, impara cos'è l'invidia.

Se un bambino vive con la vergogna, impara a sentirsi in colpa.

Se un bambino vive con l'incoraggiamento, impara ad essere sicuro di sé.

Se un bambino vive con la tolleranza, impara ad essere paziente.

Se un bambino vive con la lode, impara ad apprezzare.

Se un bambino vive con l'accettazione, impara ad amare.

Se un bambino vive con l'approvazione, impara a piacersi.

Se un bambino vive con il riconoscimento, impara che è bene avere un obiettivo.

Se un bambino vive con la condivisione, impara la generosità.

Se un bambino vive con l'onestà e la lealtà, impara cosa sono la verità e la giustizia.

Se un bambino vive con la sicurezza, impara ad avere fiducia in se stesso e in coloro che lo circondano.

Se un bambino vive con la benevolenza, impara che il mondo è un bel posto in cui vivere.

Se vivi con serenità, il tuo bambino vivrà con la pace dello spirito.

Con che cosa sta vivendo il tuo bambino?



(traduzione dall'inglese di G. Carro © 2006)

Che bambino avremmo voluto essere?
Quali bambini stiamo aiutando a crescere con i nostri pensieri, con i nostri comportamenti?
Ciao
Claudio

giovedì 20 novembre 2008

Un abbraccio a chi fa sport



Eccomi abbracciato ai monumenti dello sport cernuschese e nazionale di ieri e di oggi, la sera dello spettacolo un Movimento per lo Sport tenutosi alla Casa delle Arti Sabato 15 novembre 2008, per il varo della Consulta dello Sport di Cernusco sul Naviglio.
Voglio sopratutto abbracciare simbolicamente tutte le persone che fanno sport perchè, come ha ricordato anche il Cardinal Martini nel suo ultimo libro Conversazioni notturne a Gerusalemme, sport e preghiera sono parte della cura di sè.

Se c'è una spiritualità dell'anima che vibra attraverso la preghiera, c'è una spiritualità del corpo che si libera attraverso lo sport.

Buon viaggio Consulta dello Sport!!
Claudio

martedì 18 novembre 2008

Un mondo di sapori con il Kem Kogi



Cena etnica e mostra batik
Sabato 29 Novembre 2008

h. 20.00 presso l' Oratorio Paolo VI (Cernusco sul Naviglio)
Iscrizione: 15,00 euro – bambini gratis
Si raccomanda la conferma della partecipazione entro mercoledì 26 ai seguenti numeri:
Antonio 3396558448 – Daniele 3332579001 – Elisa 3381783749 – Maurizio 3805283685

L’incasso della serata contribuisce al finanziamento di un progetto per la costruzione di un pozzo di acqua potabile in un quartiere del grosso villaggio di Bekamba (Ciad)

Il Kem Kogi è sopratutto un gruppo di amici con la passione per gli altri.
Mettersi insieme e dare tutto senza trattenere un solo centesimo per i progetti di un continente che rimane colonizzato da noi occidentali.
Debito pubblico, rapina delle risorse naturali, sfruttamento delle risorse umane è ciò che segna la storia di questi "ultimi", che il Kem Kogi vuole aiutare, con progetti locali.

Porta la tua goccia nel mare della solidarietà.
Ci vediamo a cena.
Ciao
Claudio

martedì 11 novembre 2008

Spettacolo musicale per la Consulta dello Sport

Care amiche e cari amici, vi invito allo spettacolo “Un Movimento per lo Sport”, che si terrà Sabato 15 novembre alle ore 21 presso la Casa delle Arti 5 (zona MM) a Cernusco sul Naviglio.
Lo spettacolo presentato da Fabio Palma, alpinista dei Ragni di Lecco, con proiezioni di immagini sportive sarà accompagnata dalle musiche del Gruppo Rock Miradavaga e dai balli dell’ American Conturella Dance.
Ci saranno sportivi illustri del passato e del presente.
Saranno presenti i cernuschesi Roberto Tricella, campione d’Italia con il Verona, libero della Juventus e della Nazionale.
Il velocista Simone Collio con Emma Ania insieme a Marisa Masullo campionessa italiana negli anni 80.
Dino Meneghin monumento della Pallacanestro Nazionale con Charlie Recalcati coach della nazionale di Basket insieme a Enrico Ragnolini Presidente della Federazione Pallacanestro della Lombardia.

Nella serata il Sindaco Eugenio Comincini e l’Assessore allo Sport Maurizio Magistrelli presenteranno il Presidente e il Direttivo della Consulta dello Sport di Cernusco sul Naviglio.

Una meravigliosa serata per lanciare una nuova avventura sportiva.
Ti aspetto
Ciao
Claudio

lunedì 10 novembre 2008

Auguri Matteo!


In exremiss ecco gli auguri all'amico "fusà" che oggi compie 37 anni.
Giocatore di calcio tra uno stiramento e un altro.
Bancario, ma con i tempi che corrono è meglio non nominare il settore.
Sposo fedele pronto per le mille sfide della vita.
AUGURI dal Garga.

martedì 4 novembre 2008

Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas


“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”


su http://www.youtube.com/watch?v=iLw-WLlM9aw

domenica 2 novembre 2008

Una firma per Eluana

La storia di Eluana Englaro è lo spunto in questi giorni per una riflessione su la vita e la morte.
Un tema questo che resta, nonostante le verità più o meno rivelate, un grande mistero.
Il punto di passaggio tra vita e morte, ciò che accade tra il “già e il non ancora”, rimane uno dei momenti più affascinanti della vita.
Nella vita e nella morte c’è un dato oggettivo, la morte, e un dato soggettivo, la persona.
Vivere fino in fondo la vita, significa poter anche scegliere la propria morte responsabilmente, in piena coscienza e libertà, soprattutto in previsione di condizioni di vita in cui non si sarà più in grado di scegliere.
Ciò non significa essere padroni della vita e della morte, ma assumersi fino in fondo la responsabilità della propria persona.
La coscienza è il luogo più intimo che solo può determinare la scelta di ritenere finito il tempo del proprio vivere.
È il luogo dove dire “così può bastare”.
La coscienza è il luogo in cui si determina la fondatezza e la giustizia di qualsiasi verità morale proveniente da qualsiasi autorità civile, religiosa o qualsiasi altra sia.
Nulla dovrebbe essere imposto alla propria coscienza.

Oggi Eluana non può più dire qual è il suo desiderio, ma nelle dichiarazioni fatte prima dell’incidente a genitori e amici, sembra di poter comprendere che non avrebbe accettato di vivere nelle condizioni in cui è costretta oggi.
Ci sono tanti casi in cui la libera scelta personale ha determinato le cause per una giusta morte.
La discussione sugli ultimi mesi di vita di Karol Woytila portata alla ribalta dagli articoli apparsi sul numero 5/07 di MicroMega, dalla dott.ssa Lina Pavanelli, medico anestesista, già docente presso l’Istituto di anestesiologia e rianimazione dell’Università di Ferrara e direttrice della scuola di specializzazione in anestesia e rianimazione, lasciano intendere di un volontà, se non dello stesso papa, sicuramente del entourage medico e non, di evitare qualsiasi cura che lo avrebbe mantenuto in vita per altro tempo.
E ancora, non sono forse già in essere forme di scelta di morte, come ad esempio il rifiuto delle trasfusioni di sangue da parte dei testimoni di Geova?
E per finire , non è nelle possibilità di ognuno di noi il porre fine alla propria vita in qualsiasi momento?
L’ Art 32 della Costituzione Italiana cosi recita:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.


Il diritto è fatto non per sostituirsi alla coscienza morale della persona, ma per permettergli di esercitarla nei limiti in cui questo esercizio non è lesivo degli altri.
Se deduciamo la volontà di Eluana dalle sue dichiarazioni, e ne traiamo le giuste conseguenze, lei stessa non andrebbe a ledere gli altri nella volontà espressa sulla propria fine terrena.
Mentre chi si oppone alla sua espressa volontà lederebbe il suo.
Siamo sicuri che la voglia di mantenere Eluana in stato vegetativo non sia solo un modo per godere della propria carità, e affermare la propria onnipotenza sul cos’è la vita e cos’è la morte?
Non è anche questo un caso in cui si preferisce “il sabato all’uomo”?
Oggi il papa di Eluana chiede il rispetto della volontà di sua figlia.
Anche nella comunità cristiana ci sono pareri discordanti.
Ieri festa di Tutti i Santi, ho sottoscritto anche io l’appello di alcuni cattolici affinché Eluana riposi in pace.

Documento di cattolici sul caso Englaro
Pensando ad Eluana Englaro i nostri primi sentimenti sono di affettuosa amicizia e di solidarietà nei confronti della sua mamma e del suo papà. Esaminando invece la situazione che si è determinata e scrivendo dall'interno della nostra Chiesa cattolica, non possiamo che esprimere il nostro sconcerto e la nostra amarezza per quanto riguarda la posizione dei vertici ecclesiastici che contribuisce a suscitare un grande e inopportuno clamore mediatico intorno ad una persona crocifissa su un letto da sedici anni.
Ci sembra che la pietà sia dimenticata e che non ci sia serenità nell'esaminare la situazione di fatto, avendo come riferimento le parole di speranza del Vangelo. Dio è il signore della vita e della morte e ad ogni essere umano tocca affrontare la conclusione dell'esperienza terrena, che è solo una fase della vita, accompagnato da chi lo circonda con dolcezza e rispetto, verso il futuro di felicità che ci prefigura la nostra fede. Ci sembra invece che ci si accanisca nei confronti di Eluana e che non si rispettino le sue precedenti accertate dichiarazioni di volontà prima dell'incidente, secondo la testimonianza dei genitori e di altri, e che non si prenda atto della sua attuale perdita definitiva della coscienza.
Ci sembra che, in questa vicenda, si manifesti una concezione meccanicistica e materialista della vita che è ben diversa da quella fondata sui sentimenti e sui valori spirituali vissuti coscientemente che caratterizza la visione cristiana della persona umana. Non ci può essere contrapposizione tra "principi" e "fatto" : il principio astratto della vita e il fatto di una "vita non vita". Anche la scolastica insegna che "contra factum non valet argumentum" che si potrebbe tradurre con : "i fatti sono incontrovertibili".
Ci sembra criticabile il consenso al conflitto formale (prima sollecitato e poi applaudito) che si è aperto, in modo del tutto inconsueto, tra il potere legislativo ed il potere giudiziario in relazione alle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte d'Appello di Milano; questo consenso è la conseguenza di una mobilitazione propagandistica che ignora i principi dello Stato di diritto su cui si fonda la Costituzione repubblicana.
Ci sembra anche che l'impegno a difesa della vita non debba manifestarsi, principalmente o solo, sulle modalità del suo inizio e della sua fine naturale, ma con attenzione alla sua qualità e al percorso terreno di ogni donna e di ogni uomo. Così l'impegno dei cristiani e della Chiesa dovrebbe, anzitutto e soprattutto, prestare attenzione alla vita concreta dei tanti che fanno fatica a vivere e la cui esistenza vita è sempre a rischio o addirittura è violentemente interrotta.
Sarebbero quindi necessarie forti campagne di opinione, con le mobilitazioni conseguenti, oggi, qui, nel nostro paese, nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità religiose come nei movimenti, nelle associazioni e nelle comunità cristiane di base a favore di chi rischia gli infortuni sul lavoro, per i clandestini nel canale di Sicilia, per le donne che subiscono violenze, per quanti, militari o civili, soffrono in Iraq, in Afghanistan o in Georgia o sono coinvolti nelle tante guerre dimenticate sparse nel mondo, per chi vive nel Darfur o in Somalia, per i milioni di bambini che sono privi di assistenza e di istruzione.
Perché poi cercare di creare, nell'immaginario del nostro popolo, una contrapposizione tra l'identità "cattolica" che, da sola e sempre, difenderebbe la vita e quella "laica" che spregiudicatamente sarebbe disposta a facili cedimenti etici ? I credenti, senza erigersi a maestri, potrebbero offrire a tutti la ricchezza della loro vita spirituale e della loro sensibilità morale per dialogare sui problemi della vita e della morte come si pongono ora e per cercare insieme le risposte delle istituzioni a problemi nuovi e complessi che la scienza pone oggi all'inizio del terzo millennio. Nel mondo cattolico sono ormai tanti quelli che condividono il punto di vista secondo cui l'identità del credente sta nelle parole di speranza, di misericordia e di vita della Parola di Dio e non nelle campagne o nelle crociate.
Lasciamo che Eluana vada in silenzio e in pace nel Regno della Vita. Per lei e per la sua famiglia.

Claudio Gargantini
Anche tu puoi firmare su http://appelli.arcoiris.tv/Eluana_Englaro/

Primi firmatari dell’appello : Vittorio Bellavite, Milano; Paolo Farinella, Genova; Giancarla Codrignani, Bologna; Giovanni Avena, Roma; Grazia Villa, Como; Enzo Mazzi, Firenze; Teresa Ciccolini, Milano; Albino Bizzotto, Padova; Giovanni Sarubbi, Avellino; Lisa Clark, Firenze; Alberto Simoni, Pistoia; Rosa Siciliano, Bari; Giovanni Franzoni, Roma; Carla Pessina, Milano; Marcello Vigli, Roma; Andrea Gallo, Genova; Margherita Lazzati, Milano; Piero Montecucco, Voghera; Gustavo Gnavi, Ivrea; Domenico Basile, Lecco; Chiara Zoffoli, Lecco. Catti Cifatte,Genova.