lunedì 30 marzo 2009

Metropoli, un inserto per la conoscenza e l'integrazione

Sono un lettore di Repubblica e la domenica apprezzo l’inserto METROPOLI inserito nel giornale con un sovrapprezzo di soli 10 centesimi.
Un inserito di circa 10 pagine, utile per contribuire ad alimentare una cultura della conoscenza e dell’integrazione.
Sarebbe meglio trovarlo inserito d’ufficio e non con sovrapprezzo, anche se solo di 10 centesimi, come per l’inserto del The New York Times in lingua originale, che trovo inserito in Repubblica ogni Lunedì.
Andrebbe bene anche con sovrapprezzo, ma come scelta obbligata , come per l’inserto del sabato.
Il sabato 50 centesimi in più per prendere un "contenitore pubblicitario", che personalmente lascio regolarmente in edicola.
Ho scritto a Repubblica per segnale che spesso l'inserto non è recuperabile in edicola.
Spesso nelle edicole a cui mi rivolgo , risulta non consegnato.
Abito a Cernusco, ma anche a Milano mi è capitato di non trovarlo.

Com'è che le cose utili spesso non si trovano, mentre quelle inutili(supplemento del sabato) le trovi e le devi anche pagare?
Claudio

domenica 29 marzo 2009

Di chi la colpa di tutto questo?

TG3 delle 19, la giornalista Bianca Berlinguer legge tra le ultime notizie quella di uno straniero, penso un commerciante dato che le immagini mostrano un negozio chiuso, che picchiato selvaggiamente è stato operato per ridurne l'ematoma alla testa.
La moglie incinta di 3 mesi, a causa dello shock, perde il bimbo.
Mi sono sentito triste.
A chi dare la colpa di tutto questo?
Alla donna di non essere stata forte?
Al bimbo di non essere stato "forte"?
All'uomo di essere stato picchiato?
Ma di chi cazzo è la colpa se un uomo viene picchiato fino a ridursi in queste condizioni? Se la sua donna perde il bambino nel proprio ventre, di chi cazzo è la colpa?!
Ci sarà un responsabile?!
Dio! Sarà forse Dio?!

Eppure qualcuno avrà la colpa di tutto ciò.

O forse la colpa è di tutti coloro che guardando allo straniero gridano al lupo al lupo creando un fertile terreno affinchè la sottocultura che alberga in alcune teste possa essere la dinamite pronta ad esplodere sfogando la rabbia verso un "nemico" facile da essere individuato grazie alla pelle, alla nazionalità, alla cultura e alla religione che non sia quella "cristiana delle radici dell'Europa"?!

O forse è di tutti i bempensanti come me, come te, che di fronte alle impronte digitali per i bimbi rom, alle capanne e ai loro villaggi dati alle fiamme, alle leggi che invitano i medici a denunciare i clandestini e ai centri di raccolta per stranieri dove le persone sono trattate da bestie; davanti a tutto ciò se ne sta zitta pensando che certo così non è giusto ma cosa ci puoi fare. Non possiamo certo cambiare noi le cose.

Certo che possiamo. Ma certo anche che non possiamo.
E allora affondiamo tutti insieme allegramente in questa merda di società preludio di un nuovo fascimo, quasi che uno non ci sia bastato.

Una donna ha perso il suo bambino per lo shock dovuto al pestaggio del suo compagno e noi come ogni sera andiamo a dormire sonni tranquilli.

Se ti hanno scandalizzato di più le parole "cazzo e merda" e meno il dramma di questa donna e di quest'uomo, è tempo di cambiare il quadro di riferimento.



Claudio

mercoledì 25 marzo 2009

DISARMANTE

E da poco terminato il consiglio comunale e all'odg al numero 10 c'era una mozione presentata dal consigliere Fedeli che esprimeva contrarietà per la equiparazione dei militari repubblichini di Salò a partigiani militari e deportati nei capi di sterminio, in riferimento alla proposta di legge 1360 in discussione alla Camera dei Deputati.

Orbene vedere i due giovani del Partito della Libertà lasciare l'aula prima della discussione, non prendendo nemmeno in considerazione una discussione che voleva impegnare il Sindaco e la Giunta ad intervenire presso il governo per dimostrare la propria contrarietà a questa legge, è stato disarmante.

Era un'occasione per loro di riaffermare quella libertà che tanto dicono di amare e grazie alla quale loro stessi possono liberamente aderire ad un Partito che si dichiara della Libertà.

Con questa inerzia tutto rischia di tornare.
O forse è già qua?!
Vigilate gente, vigilate.

Notte in attesa del risveglio.

Interrogazione del consigliere Claudio Gargantini

Questa sera (martedì 24 marzo) ci sono in discussioni ben 5 mozioni.
Penso sia preoccupazione comune che le mozioni non vengano solamente presentate, discusse, e infine votate, ma anche e soprattutto che vengano messe in pratica.

In particolare desidero verificare lo stato di attuazione della mozione presentata e votata a maggioranza il 20 maggio 2008 avente ad oggetto:
RICONOSCIMENTO DI DIRITTI ALLE PERSONE CHE VIVONO IN CONVIVENZE NON MATRIMONIALI

in cui si impegnava il Sindaco e la Giunta a:
Istruire l’Ufficio Anagrafe affinché rilasciasse l’attestazione di famiglia anagrafica, predisponendo la relativa modulistica,
sollecitare il Parlamento,
e divulgare nella maniera più ampia alla cittadinanza locale i contenuti e le ragioni della presenta delibera.

Chiedo al Sindaco di conoscere se, in che modo e in quali tempi :
A. È stato sollecitato il Parlamento
B. È stata istruita l’Anagrafe e sono stati predisposti i moduli
C. È stata divulgata la delibera con relativi atti alla cittadinanza

Nel caso tutte o alcune delle attività decise non fossero, in tutto o in parte, ancora state eseguite, chiedo:
A. Per quale motivo?
B. Come si intende procedere affinché la mozione votata e approvata venga pienamente eseguita

Ringraziando dell’attenzione concessami, resto in attesa di una risposta scritta nei termini stabiliti.

Claudio Gargantini

domenica 22 marzo 2009

Viabilità a Cernusco, una ferita sempre aperta!


La questione San Francesco ha riaperto una ferita mai curata. Il quartiere sud paga l'assenza di un arteria a ovest della città dove dirottare il traffico passante. Chi proveniente da Segrate, Pioltello etcc...e diretto a Cologno, Brugherio etc....e viceversa, è obbligato a passare in via Leonardo da Vinci. La strada più a ovest di Via Leonardo da Vinci è in centro Vimodrone. un assurdo. Non è possibile pensare che città da 30.000 abitanti e più, molto vicine tra loro, alle porte di Milano, non abbiano strade laterali che non incidano sulla circolazione interna. A est c'è Via Mazzini e la tangenzialina , ma a ovest nulla. Una soluzione in questo senso alleggerirebbe il traffico anche su via Don Milani dove ci sono le scuole. Queste vie vengono percorse dalle automobili per tagliare un pezzo di Via L. da Vinci, che si ritrova percorsa tutto il giorno da chi deve entrare in città ma anche e soprattutto da chi di Cernusco non interessa nulla se non come passate obbligato per portarsi dall'altra parte.
Il problema c'è da sempre. Chi saprà risolverlo?

Claudio

Videosorveglianza a Cernusco e relativa segnaletica


In riferimento al sistema di videosorveglianza, penso che lo scopo di questo “grande fratello” sia quello di prevenire più che curare, ossia far presente al passate che in quella zona c’è un sistema di videosorveglianza.
Di conseguenza occorre che i cartelli che ne segnalano la presenza siano ben visibili.
Mi sembra altresi corretto sottolineare che è diritto dei cittadini essere a conoscenza delle riprese a cui sono sottoposti.

I cartelli esposti a Cernusco sono in formato A4. Possiamo dire che sono invisibili?
Occorre cercarli per trovarli, quando invece dovrebbero essere loro a cercare te.

Ecco in allegato un cartello di segnalazione telecamere che si trova a Milano sulla circonvalazione (zona navigli)

Perché Cernusco ha scelto cartelli di così piccole dimensioni?

Claudio

giovedì 19 marzo 2009

Il potere vuole il popolo bue. La televisione è già un anestetico. Con la rete come faranno?

Ecco un video, che al di là del colore, ricorda un rischio reale che è già realtà.
L'uso della televisione come mezzo politico per "gestire" le coscienze e non come strumento di libertà.
Chi vince le frequenze, Europa 7 non può utilizzarle, e chi le ha occupate abusivamente e dovrebbe liberarle è ancora li.
Tutto l'iter della querelle è nota. Ed è noto che chi chiede giustizia viene considerato fazioso.
Berlusconi è furbo e conosce benissimo l'importanza della televisione.
C'è stato un momento in cui la legge poteva venire rispettata. Ma anche il centro sinistra che poteva rimettere le cose a posto nel primo dei due governi Prodi-D'Alema non lo ha fatto. Perchè?
Riprendete VIVA ZAPATERO di Sabrina Guzzanti. Quache traccia c'è.

Il rischio che dopo la tv il bavaglio possa toccare alla rete c'è.
La rete, e la globalizzazione hanno spiazzato anche i potenti che però non possono permettersi di perdere la partita.
Istruzione e cultura da cosa di pochi è diventata cosa di tutti.
Il potere non gradisce che la persona pensi con la propria testa.
Istruzione e informazione sono gli accessi alla libertà di pensiero.
Guardiamo che fine sta facendo la scuola pubblica e che cosa è la televisione di stato e commerciale.
Ognuno si organizzi e liberi la propria vita dal perbenismo e dalla commercializzazione della propria esistenza.

Auguri
Claudio


p.s. ecco il video. Povero Fede

domenica 15 marzo 2009

Aggiornamento su Via San Francesco.

Su semplice comune cittadino l'assessore Rosci sulla questione di Via San Francesco ne parla in questi termini: "stiamo valutando".
Le stesse parole dette a ottobre scorso quando ho chiesto chiarimenti :"stiamo valutando"
Le stesse parole suppongo pensate quando all'inizio dell'anno scorso è stato distribuito nelle case il volantino che spiegava i lavori in corso sulla padana: "stiamo valutando".
Mi sembra che a fronte di un problema reale una risposta sia dovuta più del semplice "stiamo valutando".

Condivido con voi due iniziative per avere una risposta precisa in merito.
1. una mia interrogazione al prossimo consiglio comunale.( penso sia dovuta)
2. la richiesta di un incontro tra Sindaco e Assessore con gli abitanti della via inclusi i frequentatori dell'oratorio Paolo VI

Che ne pensate?
Buona settimana
Claudio

Qualche spunto alla ricerca della felicità

Si rileva sempre più interessante il libro LA CONQUISTA DELLA FELICITA' di Beltrand Russell che sto leggendo in questi giorni.

Siamo ai capitoli dell'Invida, che con la gelosia è una delle più forti cause di infelicità.

Di tutte le caratteristiche della norale natura umana l'invidia è la più deprecabile; non soltanto la persona invidiosa desidera far del male e mette in atto il suo desiderio, se può farlo impunemente, ma l'invidia rende infelice anche lei. Invece di trovar piacere in ciò che ha, soffre per quello che gli altri hanno.....Per fortuna, però, vi è nella natura umana una passione compensatrice, cioè quella dell'ammirazione. Chiunque desideri accrescere la felicità, deve desiderare di veder crescere l'ammirazione e diminuire l'invidia....L'invidia è strettamente connessa alla copetizione.....

Il senso della colpa...............si tratta di una tra le più importanti cause patologiche di infelicità nella vita dell'uomo adulto.Vi è una tradizionale psicologia religiosa del peccato che nessuno psicologo moderno può accettare.......noi sappiamo che la coscienza assume aspetti diversi in diverse parti del mondo, e che, genericamente parlando, si accorda ovunque con il costume della comunità....l'origine di tutto ciò , praticamente in ogni caso, èl'insegnamento morale impartito all'uomo prima dell'età di sei anni.......l'uomo idealmente virtuoso dovrebbe essere un uomo che permette di godere tutte le cose buone,, purchè nessuna danosa conseguenza faccia da contrappeso a tale godimento..............



Capire ciò che nel' educazione della nostra infanzia e gioventù ha macchiato la bellezza coprendoci di precetti, liberarci da tutti quei sensi di colpa che non sono altro che relativizzazione culturale per godere delle gioie della vita propria e altrui.


Ecco il mio augurio per te.

Claudio

Divisioni. Mai in natura



Le divisioni date dal colore della pelle e dalla nazionalità non sono in natura, ma solo nella deformazione della vita sociale.
Per rimanere aggiornati sulle fatiche, ma anche sulle cose positive, che debbano fare persone come noi, per il solo fatto di essere nati in un altro paese ti consiglio Metropoli, l'inserto che ogni domenica esce con Repubblica.

Buona lettura

Testamento biologico. Non abbassiamo la guardia

Deluso dal pasticcio all'interno del PD in commissione Sanità dove il partito si è spaccato, concedendo il via libera al relatore del Pdl Calabrò per quanto riguarda il ddl sul testamento biologico, mi consolo pensado che di là dalle Alpi accade sul fronte religioso ciò che non ti aspetti.
Leggo ora su Adista n°29 del 14 marzo l'articolo LA CHIESA, DUE PAESI E DUE MISURE, un articolo in cui si sottolinea come in Germania la Chiesa Cattolica sostenga una dichiarazione anticipata di trattamento che contepli sia "l'eutanasia passiva" che "l'eutanasia indiretta."
Riporto l'ultimo pezzo dell'articolo, che su richiesta ti posso inviare, essendo abbonato ad ADISTA non solo con il cartaceo ma anche on-line

Eccolo
La Chiesa cattolica tedesca pertanto non solo riconosce la legittimità etica dell’“autodeterminazione della persona in ordine alla propria morte”, ma giudica anche “eticamente lecite” omissioni (“eutanasia passiva”) e azioni (“eutanasia indiretta”) che permettano al malato che lo desideri di compiere “naturalmente” il suo ciclo vitale. In Italia solo il cardinale Martini era, già due anni fa, sulla strada giusta quando, dopo la morte di Piergiorgio Welby - ma subito corretto dall’allora presidente della Cei, cardinale Ruini -, invitava a “non trascurare la volontà del malato” e a “distinguere tra eutanasia e astensione dall’accanimento terapeutico, due termini spesso confusi”. Bisogna andare oltre, se si vogliono garantire e rispettare, in uno Stato laico, i diritti e le libertà della persona con la sua dignità, che sono “diritti” e “libertà”: nessuno è costretto a servirsene se la sua coscienza, per non dire il Catechismo, non glielo consente. Bisogna distinguere, anche in Italia, entro il termine “eutanasia”, quella “attiva” da quella “passiva” e “indiretta”, come usa oltre confine.

Perchè insisto su questo argomento? Perchè ritengo sia iportante difedere la nostra vita dall'ingerenza dello stato e della religione con una legge che garantista l'ultima parola della propria esistenza al protagonista della stessa.
Ossia se stessi.

Tornando all'inizio del mio pezzo considero penoso il comportamento del mio partito, il PD, che da un lato si dichiara democratico e riformista , ma dall'altro non rispettoso dei diritti basilari della persona,non riuscendo a difedere fino ai denti in commissione una importante scelta di libertà, opponendosi alla scelta del relatore del Pdl. I numeri c'erano se non si fosse "addolcita" la nostra posizioe cambiando il nostro capogruppo in commissione. Hanno tolto il sen. Ignazio Marino, baluardo dell'autodeterminazione dell'individuo, per inserire una quasi teodem Dorina Bianchi, proveniente dall'UDC.
Mai scelta più scellerata su un tema così delicato è stata compiuta in nome del buonismo e della quiete.
Sarà lo stesso buonismo e la stessa quiete che ci porterà dritto dritto nel baratro dell'inconsisteza se non verrano fatte scelte importanti su qui costruire una politica realmente riformista, deocratica e personalistica.

Un tema come questo non è da sottovalutare, anzi crea le condizioni di appartenenza ad una forza politica.

Claudio

sabato 14 marzo 2009

Giovanni 4 capolavoro della relazione cristiana

Domenica scorsa, prima di Quaresima, nella chiesa Ambrosiana si è letto il Vangelo di Giovanni cap. 4, conosciuto come il brano della Samaritana.

Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c`era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: "Dammi da bere". ".
Giovanni 4,5-7

Sono innamorato di questo passo.
A mio parere questo brano, è il capolavoro della relazione cristiana.
Gesù incontra una donna samaritana di cui conosceva in cuor suo il presente e il passato. E cosa fà appena la incontra?
Teniamo presente che lui è un Rabbino e lei una donna Samaritana! Immaginate il contesto del tempo. Gesù non aveva un solo motivo per rivorgerle neppure una parola.
Ma lui: Dammi da bere!
Ma che fà?! E’ forse impazzito?
Lui Rabbi, chiedere da bere a una donna samaritana? Lui che potrebbe inondare di acqua il deserto?!
Eppure lui chiede da bere! In questa richiesta rilevo il desiderio amorevole di Gesù di conoscere la donna per quello che è.
Traggo da qui la prima regola della relazione cristiana, ossia un accoglienza incondizionata, senza se e senza ma.
Un’ accoglienza che è per prima cosa ascolto, conoscenza e comprensione.
E nel chiedere da bere, sapendo in cuor suo chi fosse quella donna, "samaritana e peccatrice", viene sottolineata la bellezza di un ascolto che non giudica e che si fà compagnia fino alla di lei testimonianza.


La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?".
Giovanni 4,28-29

Ascolto, conoscenza, comprensione e non giudizio, sono gli ingredienti per una sana relazione.

Ciao
Claudio

venerdì 13 marzo 2009

Calcio a Cernusco

E' tempo di utilizzare le energie non per continue querele ma per formare una squadra di alto livello sia per quanto riguarda la prima squadra ma soprattutto per quanto riguarda il settore giovanile. Unire gli sforzi fino a pensare ad una fusione, richiamando in gioco i giocatori che hanno fatto grande la storia calcistica di Cernusco.
Scrivo questo pensando all'ultima contesa tra A.C Cernusco e Olimpic Calcio Cernusco
Nessuna sfida è impossibile.
Meno che mai quella che porta alla pace.......calcistica.

gargacalcio

martedì 10 marzo 2009

LA CHIESA E LA BIOETICA NON C'È FEDE SENZA LIBERTÀ

Le gerarchie cattoliche sottolineano spesso che i loro interventi sui temi bioetica sono condotti sulla base della ragione e riguardano temi di pertinenza della ragione, legati alla vita di ognuno, non dei soli cristiani. Per questo, aggiungono, tali interventi non costituiscono un`ingerenza negli affari dello stato laico. Scrive per esempio il recente documento Dignitas persone che la sua affermazione a proposito dello statuto dell`embrione è «riconoscibile come vera e conforme alla legge morale naturale dalla stessa ragione» e che quindi, in quanto tale, «dovrebbe essere alla base di ogni ordinamento giuridico». Allo stesso modo molti politici cattolici rimarcano nei loro interventi sulle questioni bioetiche che parlano non in quanto cattolici ma in quanto cittadini. Va quindi preso atto che le posizioni cattoliche sulla bioetica, sia nel metodo sia nel contenuto, si propongono all`insegna della razionalità. Se questo è vero, se si tratta davvero di argomenti di ragione per i quali «mestier non era parturir Maria» (Purgatorio 111,39), allora le posizioni della Chiesa gerarchica sulla bioetica sono perfettamente criticabili da ogni credente. L`esercizio della ragione è per definizione laico, non ha a che fare con l`obbedienza della fede e il principio di autorità. Chi ragiona, convince o non convince per la forza delle argomentazioni, non per altro. Per questo vi sono non-credenti che approvano gli argomenti razionali delle gerarchie convinti dalla coerenza del ragionamento, per esempio gli atei devoti.

Ma sempre per questo vi sono credenti che, non convinti dal ragionamento, non approvano tutti gli argomenti razionali delle gerarchie in materia di bioetica. Deve essere chiaro quindi (se davvero la base dell`argomentazione magistrale è la ragione) che la posizione critica di alcuni credenti verso il magistero bioetico è del tutto legittima. Se la gerarchia gradisce la convergenza degli atei devoti in base alla sola ragione, allo stesso modo, sempre in base alla sola ragione, deve accettare (se non proprio gradire) la divergenza di alcuni credenti, peraltro non così pochi e privi di autorevolezza. Sempre che, ovviamente, le gerarchie non pensino che la razionalità valga solo "fuori" dalla Chiesa e non anche al suo interno, dove vale invece solo l`autorità, istituendo una specie di disciplina della doppia verità. E sempre che le medesime gerarchie amino davvero la razionalità e che il richiamarsi ad essa non sia invece un trucco tattico (come io credo non sia). In realtà nessuno può chiedere obbedienza sugli argomenti di ragione perché l`obbedienza viene da sé, come di fronte a un risultato di aritmetica o a una norma morale fondamentale.

Per questo io penso che agli argomenti di ragione occorrerebbe lasciare maggiore duttilità, visto che la ragione, da che mondo è mondo, esercita il dubbio, soppesai pro e i contro, e per questo vede grigio laddove invece altri (che non amano la calma della ragione ma forme più nervose di autorità) vedono solo bianco o solo nero. Intendo dire che proprio il richiamo alla ragione da parte delle gerarchie cattoliche dovrebbe indurre a una maggiore relatività del proprio punto di vista di fronte alla complessità dell`inizio e della fine della vita alle prese con le possibilità aperte dal progresso scientifico. La cautela è tanto più auspicabile se si prende atto della storia. La Chiesa dei secoli scorsi infatti non è stata in grado di interpretare sapientemente l`evoluzione sociale e politica dell`occidente, finendo per condannare pressoché tutte quelle libertà democratiche che ora, invece, essa stessa riconosce: libertà di stampa, libertà dì coscienza, libertà religiosa e in genere i diritti delle democrazie liberali. Allo stesso modo, a mio avviso, le odierne posizioni della gerarchia corrono il rischio di non capire la rivoluzione in atto a livello biologico, respinta con una serie di intransigenti no, pericolosamente simili a quelli pronunciati in epoca preconciliare contro le libertà democratiche. Ora io mi chiedo se tra cento anni i principi bioetici affermati oggi con granitica sicurezza dalla Chiesa saranno i medesimi, o se invece finiranno per essere rivisti come lo sono stati i principi della morale sociale. Siamo sicuri che la fecondazione assistita (grazie alla quale sono venuti al mondo fino ad oggi più di 3 milioni di bambini, di cui centomila in ltalia) sia contraria al volere di Dio?

Siamo sicuri che l`uso del preservativo (grazie al quale ci si protegge dalle malattie infettive e si evitano aborti) sia contrario al volere di Dio? Siamo sicuri che il voler morire in modo naturale senza prolungate dipendenze da macchinari, compresi sondini nasogastrici, sia contrario al volere di Dio? E per fare due esempi concreti legati a precise persone: siamo sicuri che si sia interpretato bene il volere di Dio negando i funerali religiosi a Piergiorgio Welby perché rifiutatosi di continuare a vivere dopo anni legato a una macchina? E siamo sicuri che si sia interpretato il volere di Dio chiamando "boia" e "assassino" il signor Englaro, salvo poi aggiungere, non so con quale dignità, di pregare per lui? Mi chiedo se tra cento anni (espero anche prima) i papi difenderanno il principio di autodeterminazione del singolo sulla propria vita biologica, così come oggi difendono il principio di autodeterminazione del singolo sulla propria vita di fede (la quale peraltro perla dottrina cattolica è sempre stata più importante della vita biologica). Se si riconosce alla persona la libertà di autodeterminarsi nel rapporto con Dio, come fa la Chiesa cattolica a partire dal Vaticano II, quale altro ambito si sottrae legittimamente al principio di autodeterminazione?

Non ci possono essere dubbi a mio avviso che questo principio vada esteso anche al rapporto del singolo con la sua biologia. I cattolici intransigenti che oggi parlano della libertà di autodeterminazione definendola "relativismo cristiano" dovrebbero estendere l`accusa al Vaticano II il quale afferma che «l`uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà» (Gaudium et spes 17). La realtà è che non è possibile nessuna adesione alla verità se non passando per la libertà. È del tutto chiaro per ogni credente che la libertà non è fine a se stessa, ma all`adesione al bene e al vero; ma è altrettanto chiaro che non si può dare adesione umana se non libera. Dalla libertà che decide non è possibile esimersi, e questo non è relativismo, ma e il cuore del giudizio morale.


9-3-2009, Vito Mancuso, La Repubblica

lunedì 9 marzo 2009

Una lettera che mi ha commosso

Ho letto questa lettera che mi ha profondamente commoso e scosso.
Commosso pensando alla sofferenza di questa donna in uno dei momenti più drammatici della vita.
Scosso pensando come l'applicazione delle leggi rimangano spesso disattese.
La lettera, datata 5 marzo, è tra quelle inviate a Corrado Augias su Repubblica.

La trascrivo integralmente per come è stata pubblicata.

ABORTIRE NEL DOLORO TRA MEDICI OBIETTORI
Caro Augias, ho letto qualche giorno fa su Repubblica che la responsabile del servizio Interruzione Volontaria di Gravidanza (Ivg) del S. Camillo di Roma lamentava che gli anestesisti fossero tutti obiettori.
Proprio in quella struttura tre anni fa ho effettuato una Ivg a causa di una grave malformazione del feto. Tralascio ogni considerazione sulla sofferenza di una simile scelta; una donna che arriva a 21 settimane il figlio lo voleva proprio. Tralascio infine anche la sofferenza che la scelta mi comporterà per tutta la vita perchè l'aborto, a differenza di quanto spesso alcuni raccontano, non è mai un "ripiego" facile.
Assolutamente ignobile è che io avevo bisogno di una epidurale per effettuare l'interruzione, ero molto agitata, avevo paura, avevo effettuato meno di una anno prima un cesareo per far nascere la mia prima figlia, ma gli anestesisti erano tutti obiettori.
Passavano medici e ostetriche e mi dicevano che stavo facendo la cosa giusta ma, erano tutti obiettori. Non per motivi di coscienza (se mai in una struttura pubblica fosse lecita una simile possibilità) ma di carriera.
Ero stata "appoggiata" con il lettino fuori dalle sale parto in attesa delle contrazioni forti.
E' straziante sentire i figli degli altri che nascono mentre tu non vuoi ( e dico "vuoi" assumendomi tutte le responsabilità) far nascere il tuo.
Avevo dolori terribili, alla fine la dottoressa si è dovuta attaccare al telefono urlando come una pazza che mandassero l'anestesista del reparto dell'Igv, l'unico in servizio non obiettore.
Dopo lunghe ore di attesa mi fa finalmente l'epidurale. L'effetto dura poche ore (per interrompere una gravidanza avanzata ci vogliono a volte anche due giorni), quindi siamo da capo: non si trova un anestesista per ricaricare l'analgesico. Ricordo ancora una anestesista tanto affettuosa che mi è venuta vicina a darmi conforto, ma nemmeno lei poteva fare nulla, era obiettrice. Così le ostetriche: so che poi mi ha aiutato la dottoressa per far finire quel calvario cercando di sostituire le ostetriche latitanti.
Finale della storia: un'ostetrica dal cuore buono subito dopo l'espulsione del feto mi si è avvcinata e mia ha chiesto se volevo fargli il funerale: una simile domanda è prevista dalla legge!



Certo l'aborto è un tema delicato e complicato, ma nascondersi come gli struzzi e non parlarne non serve e non aiuta.
La 194 invita a fare tutto il possibile per aiutare la donna in questi momenti.
Come vanno verificate, recita l'articolo 5, "le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza", altrettando giusto è dare alla donna tutto il sostegno necessario, psicologico e medico, quando si arivasse alla scelta di praticare l'aborto.
Lasciare la donna sofferente senza l'epidurale significa disattendere la legge.

Questa lettera mi ha commosso, come continuamente mi commuove pensare ad ogni donna che si sia trovata, che si trovi o che si troverà, in una simile situazione.
Per quanto mi riguarda ha tutta la mia comprensione e solidarietà.

Claudio

sabato 7 marzo 2009

SCOMUNICATECI TUTTI

In Brasile una bimba di 9 anni viene stuprata e di seguito abortisce.
A questo punto che fà l' Arcivescovo? Scomunica i medici.
La Chiesa si schiera contro i sanitari che hanno interrotto la gravidanza della piccola, incinta di due gemelli dopo le violenze del patrigno.
Per i dottori invece la bambina "rischiava la vita".
Anche il Vaticano approva la scomunica.
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/scomunica-medici/scomunica-medici/scomunica-medici.html

A fronte di un dramma di tale portata, la bambina era violentata dal patrigno dall'età di 6, la Chiesa gerarchica si dimostra ancora una volta estranea alla vita reale delle persone.

Di fronte agli occhi di Dio ritengo non esista alcuna scomunica. Non è nelle corde dell'eternità. La scomunica è una categoria inventata dagli uomini a fronte di un invidia che non vuole riconocere come l'Amore non può contemplare scomuniche.

Ma se proprio questa gerarchia ha un bisogno impellente di esercitare il proprio potere sulla vita delle persone, attraverso il gioco della scomunica, questa non potrebbe che venire inflitta alla propria stupidità.

A questo punto occorre considerare la scomunica, che viene data con tanta facilità a tanta povera gente ma mai ai potenti che scatenano fame e guerra ( vedi i Pinochet, i Bush, i banditi della Magliana che riposano in pace nelle basiliche romane), come insignificante a tutti gli effetti e urlare tutti insieme.
SCOMUNICATECI TUTTI!

Claudio

giovedì 5 marzo 2009

Il catechismo della chiesa cattolica contro l'accanimento terapeutico

Così infatti sta scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica:
"L'interruzione di procedure onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente".

Un'altro contributo affinchè, prendendola di quà o prendendola di là, sorella morte possa essere accettata con scienza e coscienza.
ciao
claudio

mercoledì 4 marzo 2009

L'Africa, foto e pensieri.

Sono foto dell’Africa. Bellissime.
Rivedendole mi sono venute in mente le riflessioni dell’altra sera sul nucleare, tema che torna a porsi anche in Italia con la scelta di aprire nuove centrali nucleari con relative scorie al seguito.
Penso, a torto o a ragione, che sia proprio in questi luoghi che vengano stoccate le scorie nucleari.
L’Africa , dopo essere stata saccheggiata con il colonialismo, ancora oggi presente con quello che si chiama colonialismo "commerciale", sfruttata con il debito del terzo mondo che blocca qualsiasi tipo di sviluppo, diventa utile come luogo di stoccaggio delle scorie e della spazzatura.
È questa la nostra civiltà?

Ciao
Claudio

p.s. purtroppo non riesco a caricarle. se vuoi vederle mandami una mail e te le invio

Ritiro spirituale per i cristiani impegnati nelle realtà sociali e politiche

Il decanato di Cernusco sul naviglio promuove un incontro di spiritualità (ovvero un breve ritiro spirituale) per i Cristiani impegnati nelle realtà sociali e politiche che si terrà Domenica 15 marzo 2009 alle ore 9.00 – 13.00
con santa messa compresa alla fine della mattinata
presso il Centro card. Colombo, piazza Matteotti, Cernusco

L’incontro verrà guidato da don Tiziano Sangalli che, in occasione del centenario della nascita del Servo di Dio, proporrà una riflessione su:
Giuseppe Lazzati (1909-1986): spiritualità e impegno politico di un laico cristiano


In effetti, mai come oggi, Lazzati, può essere un utile maestro per definire la giusta modalità di presenza di un cristiano in politica.

Claudio

lunedì 2 marzo 2009

Regole condivise

Nasciamo tutti primitivi, e diventiamo civili quando avvertiamo che la convivenza secondo regole condivise è più vantagiosa che l’abbandono all’impeto sentimentale.
Umberto Galimberti, L’assenza della ragione, La repubblica , 26-08-2003

Un augurio a tutti per trovare quelle regole condivise che ci permettono di vivere insieme con fedi e culture differenti, dove la Persona e la città siano il comune denominatore del possibile.
Claudio

domenica 1 marzo 2009

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Claudio