martedì 31 gennaio 2012

Consiglio comunale e interrogazioni

Stasera consiglio comunale, qui l'odg

Tra i tanti punti in discussione il Bilancio sociale di mandato e la mozione sul testamento biologico.
Per lo spazio interrogazioni le mie due saranno indirizzate all'Assessore allo Sport Zacchetti su gestione centri sportiti e consulta dello sport e all'Assssore alle Partecipate Vendramini sulla situazione lavorativa dei dipendenti della Cè Gas dopo la messa in liquidazione della società.

Consiglio come sempre aperto alla cittadinza e in diretta su Radio Cernusco Stereo

p.s. sula Cè Gas, liquidata anni fà l'interrogazione è dovuta al fatto che nella discussione sulla cessione della Farmacer la stessa domanda posta all'Assessore non ebbe risposta.

venerdì 27 gennaio 2012

«Presidente della Consulta Sport? Solo se si cambia rotta».


Ecco il testo dell' intervista rilasciata a Luigi Frigoli di Infolio nel'edizione del 20 gennaio.

Questa settimana microfoni accesi e puntati su Claudio Gargantini.
Consigliere comunale eletto tra le fila del Pd cinque anni fa, ma a metà legislatura fuoriuscito dal partito per divergenze di linea e vedute con la dirigenza.
Oggi fa parte per se stesso, tra i banchi dell’aula Spinelli, come indipendente.


Andiamo subito al dunque: si ricandiderà alle prossime elezioni?

«No. Recentemente sono diventato papà per la seconda volta e voglio avere più tempo possibile da dedicare alla mia famiglia. Anche da semplice comune cittadino, però, non farò mancare il mio contributo al dibattito politico. Ringrazio dunque tutti coloro mi hanno invitato a ripresentarmi fondando una lista civica. Ma in questo momento le priorità sono mia moglie e i miei figli».

Anche se non tornerà nell’agone, ci dà un giudizio da indipendente sulla situazione politica locale? Partiamo dal centrosinistra...

«Senza dubbio Comincini e soci stanno capitalizzando il lavoro svolto in questi anni, tramite l’allargamento del proprio bacino di consensi. Almeno sulla carta, visto che il recinto della coalizione si è ampliato ufficialmente a Sel e all’Idv. Per quel che riguarda il consenso reale, ogni giorno noto che tante persone non hanno apprezzato molte delle scelte fatte dalla giunta in questi anni. E questo la prossima primavera potrebbe sottrarre gradimento all’amministrazione comunale uscente».

Dove avrebbero sbagliato Comincini e la sua maggioranza?

«Eugenio ha fatto molte cose positive e non tutto è da buttare, ci mancherebbe. Peccato però che, e non è la prima volta che lo dico, lui e la sua coalizione abbiano sostanzialmente rinunciato a giocare le partite più importanti, lasciando che le grandi sfide per il futuro della città si trasformassero in occasioni perse. E mi riferisco all’Ipsia, a Villa Alari, alla ex Garzanti, al centro sportivo».

Il motivo secondo lei?

«L’essere sempre troppo ancorato alla vecchia politica delle contrapposizioni, delle lobby, delle sacrestie. Senza contare il modo di governare stile “So solo io come si deve fare”, che porta a scartare automaticamente ogni ipotesi, indipendentemente dal fatto che sia buona o cattiva, solo perché non arriva necessariamente dalla propria cerchia. Di qui l’impossibilità di cambiare radicalmente il volto alla città, come tanti, nel 2007, si aspettavano che facesse».

Secondo molti, però, a un sindaco servono due mandati per lasciare il segno...

«Concordo. Ma la volontà di farlo si nota sin dal principio. In questi anni su molti temi sono mancati coraggio, visione, prospettiva. Per questo siamo destinati a restare un paesello. Dove si vive bene, per carità. Ma ben lontani dal fare davvero il salto di qualità».

Sul centrodestra cosa mi dice?

«Al momento sembra una zattera alla deriva. La cosa che più mi sconvolge è che sia il Pdl che la Lega restino sempre e comunque ancorati a cosa si decide o si deciderà nelle sedi milanesi. Inoltre, tra le fila dell’opposizione, continuo a vedere troppi che giocano a fare i battitori liberi».

Come se ne esce?

«Penso che per riaprire i giochi debbano entrambe puntare su un candidato sindaco proveniente dalla società civile, conosciuto sul territorio e in grado di pescare i voti anche nel centrosinistra. Se si butteranno sui soliti nomi prettamente politici allora sono destinate a soccombere ».

Consulta dello Sport. Il direttivo si è dimesso e presto ci saranno nuove elezioni. Si vocifera che per la presidenza post-Gerli ci potrebbe essere una sfida tra lei e Ambrosoni. Conferma?

«Per rispondere la prendo alla lontana. Dal mio punto di vista la Consulta dello Sport ha sostanzialmente fallito la sua missione, perché ha tradito lo spirito originario con cui era nata. Zero autonomia, zero trasparenza, zero confronto, zero collegialità. Questo a causa dell’innegabile conflitto d’interessi dell’ex presidente Gerli ma anche per inesperienza. Adesso l’assemblea è a un bivio: proseguire sulla strada “spartecipata”, incapace di essere da traino per il mondo dello sport, oppure cambiare rotta, per diventare un reale luogo di scambio, crescita e proposta».

Dunque?

«Se dunque alle società va bene così com’è, ne prendo atto e stop. Se, viceversa, auspicano una radicale inversione di tendenza potranno contare su di me».

domenica 22 gennaio 2012

IL DESIDERIO DI LAVORARE E AVERE FIGLI: PERCHÉ RESTA UNA QUESTIONE PRIVATA?

Due riflessioni riguardanti la nostra società e l'infanzia mi hanno accompagnato in questi giorni.

La prima è la convinzione sempre più profonda che la nostra società non sia fatta per l'infazia proprio a partire dalla separazione madri (padri) e figli che il mondo del lavoro richiede.

La seconda è che sono sempre più le persone che incontro e che, per motivi di carriera hanno tolto il tempo dell'intimità con i propri figli e che ora alle soglie della pensione si ritrovano "stranieri" in casa, confermando così la discrasia tra famiglia e lavoro.

Ecco perchè ho accolto con interesse l'invito a partecipare ad un incontro il cui tema è

IL DESIDERIO DI LAVORARE E AVERE FIGLI:
PERCHÉ RESTA UNA QUESTIONE PRIVATA?


Interessante le domande che gli organizzatori pongono inizialmente.

Perché l’esperienza delle madri (e dei padri) non è (ancora) diventata
parola pubblica preziosa per contribuire a rendere economia
e organizzazione del lavoro più sensate?


Perché il desiderio di nuove modalità di lavoro e di un nuovo modo di vivere
la maternità (e la paternità), che circola nei blog e negli scambi tra mamme
in internet, faticano a tradursi in pensiero e azioni collettive?


Il senso di questa Agorà è quella di proporre un confronto non-virtuale che metta al centro il duplice desiderio di lavorare e avere figli, convinti che l’esperienza e il sapere di chi sperimenta sulla sua pelle cura e lavoro retribuito, se condivisi, possano portare nuova consapevolezza e nuovo sapere per tutti e quindi forza, idee e coraggio per modificare l’esistente.

Non ci resta che partecipare e portare la nostra esperienza nella speranza che questa società possa non solo progredire in economia e sviluppo ma soprattutto in relazioni umane partendo da quelle con i nostri figli che prima di ogni cosa ha bisogno di tempo e intimità.


L’AGORÀ DEL LAVORO
per incontrarsi ribellarsi progettare

a Milano il 30 gennaio 2012 dalle 18,30 alle 21
Viale D’Annunzio, 15; tram 2 e 14 P.za General Cantore
3 e 9 P.za 24 Maggio; metro 2 Sant’Agostino


Ecco il blog dell'Agoradellavoro

giovedì 5 gennaio 2012

E' nato Alessandro. Benvenuto tra noi.



Stamani ale 11.10 è nato nostro figlio Alessandro.

Ci sono giornate che non possono essere contenute in una sola esistenza e questa è una di quelle.

Ci sono sfide che sembravano impossibili da affrontare una volta sola ed ora si riprone una seconda contenendone anche una terza.

Aiutare un essere umano a diventare persona è una delle esperienza più belle che la vita poteva riservarmi.

Aiutarne due a crescere fratelli, confidenti e compagni di viaggio è non solo una sfida ma il senso di un esistenza intera.

Sono consapevole dell'importanza dell'esistenza di Luca e Alessandro quanto inadeguato al mestiere di padre, ma tra tutte le esperienza della vita scelgo questa come la più affascinante.

Benvenuto Alessandro al mondo, benvenuto nella nostra famiglia.

Claudio, Laura, Luca e perchè no, Quincy.



p.s. del 7 gennaio alla mezzanotte.

Che dire se non che, per dirla come i Teletubbies, sono stati giorni di tante coccole. Grazie a tutti.
Un abbraccio dalla gargafamily


domenica 1 gennaio 2012

Quali sono i genitori efficaci?

Il mestiere del genitore se da una parte è una delle esperienze più intense e piene che la natura umana permetta a se stessa, nello stesso tempo è un cammino irto, pieno di insidie e di pericoli.

Pericoloso non per gli adulti ma per i figli, per i benefici o per i danni che l'atteggiamento genitoriale può portare nel bene e nel male allo sviluppo della loro personalità.

Può aiutare ciò che spesso è una sfida, ossia guardare il mondo con i loro occhi.
Pensare cosa serva a loro più che a noi.

A partire dal monento del parto dove ogni visita è per il neonato confusione di odori e visioni alla vista dei parenti.

Dove ogni uscita serale nei primi mesi di vita è stordimento per colui e colei che necessita solamente di una cosa sola, dell' amore di mamma e di papà.

E da parte nostra non c'è altra risposta da dare che Ascolto profondo e parole amorevoli.

Poi ci sono le fasi della crescita con le parole e le comunicazioni che fanno parte del cammino.

Ecco un libro che aiuta i genitori nel loro difficile mestiere.

In Genitori Efficaci ci si chiede quali siano i genitori efficaci.


E si comprende che sono quelli che antepongono il valore della persona a qualunque altro e s’impegnano nel promuovere lo sviluppo del potenziale creativo dei figli;

quelli che incoraggiano l’espressione sincera e immediata dei pensieri e dei sentimenti,

quelli per cui l’ascolto empatico è più importante della preoccupazione di insegnare cosa è giusto o sbagliato,

quelli che offrono più l’opportunità di apprendere dall’esperienza che un sapere già preconfezionato,

quelli per cui l’essere è più importante dell’apparire e dell’avere,

quelli per cui la bontà e l’onestà sono più apprezzate del successo e del potere.



Insomma un libro che non è certo la panacea per tutti i mali ma sicuramente un interessante aiuto per verificare quale sia il nostro linguaggio nei confronti dei nostri figli, e soprattutto per verificare che esito ne abbia.

Non solo in loro ma anche in noi stessi.

Cernusco. Il punto sulle Consulte

Sta per terminare l'esperienza amministrativa iniziata nel 2007 e uno dei punti qualificanti dell'Amministrazione Comincini riguardante la partecipazione mediante l'attivazione delle Consulte si è realizzato.

Penso che sia utile e necessario, prima della fine del mandato, fare un passaggio nella commissione consigliare di riferimento con i rispettivi direttivi delle tre Consulte attivate, Sport, Sociale e Cultura per verificare insieme il cammino da esse compiuto.

Avere un riscontro sulle aree di soddisfazione ma anche su quelle di miglioramento da parte di coloro che hanno attivamente lavorato nelle Consulte è quanto mai importante, anche per, se necessario, effettuare eventuali modifiche ai regolamenti affinché le stesse possano compiere ancor meglio la propria mission.

Lo ritengo un passaggio importante in quanto la Consulta è stata per tutta la città una nuova e importante esperienza.

Claudio Gargantini
consigliere comunale