martedì 19 maggio 2026

E poi c'è il dolore insopportabile #gargapensiero #finevita

E poi c'è il dolore. 

Quel dolore insopportabile e non più guaribile. 
Quel dolore che ti accompagna fino all'eternità
Quel dolore che gli altri non possono capire o che forse hanno provato in qualche momento della vita ma che poi è passato. 
Quel dolore che è stato insopportabile ma che poi la cura ha potuto guarire
Ecco quel dolore in cui non vorresti tornare mi accompagna invece da giorni , da mesi, da anni e la medicina mi dice chiaramente che non potrà più aver fine. 
Anzi può essere ancora più forte della speranza di guarire.
Quella speranza che mi ha accompagnato all'inizio ma che poi ha dovuto fare i conti con la realtà.
Ecco perché ho scelto di poter essere libero fino alla fine e decidere di porre fine a questo dolore. 
E tu che fai?
Hai il coraggio di tenermi legato a questo dolore?
Di incarcerarmi dentro un corpo fradicio di fatica e dolore.
Di tenermi nel fuoco dell'inferno in questa terra. Fuoco che tu vorresti evitare nell'eternità ma che accetti che sia attualità per gli altri?
Un dolore insopportabile che tu non saresti capace di sopportare ma che pretendi che siano gli altri a sopportare?
Faresti cambio con il mio dolore?
Entreresti nel mio corpo?
Non penso. 
O forse si. 
Infatti liberi fino alla fine significa lasciare la libertà di uscire di scena o rimanere senza speranza dentro un dolore insopportabile.
E allora lasciami andare.
Lascia che sia io a decidere della mia vita. 
Accetta che sia io il protagonista della mia vita e non un semplice spettatore come vorresti tu. 

#gargapensiero #finevita
#liberifinnoallafine

Precedenti post sul tema fine vita 




1 commento:

Giovanni Cazzaniga ha detto...

Questa riflessione rispetto alla prima non è universale, ma indirizzata a precise persone

Lasciami un tuo segno. Grazie

Grazie per i commenti lasciati. Vi chiedo una cortesia, lasciate la vostra firma, un riferimento, almeno il nome, magari la mail. La vita non è solo questione di merito e di metodo, ma anche e soprattutto una questione personale. Le cose che si dicono, come si dicono, acquistano sapore se riferite a un volto, a un nome.Ciao Claudio.



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