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mercoledì 8 luglio 2020

#donLucaVescovo


Ci sono persone che quando le incontri rivedi in un istante tutta la tua fantastica gioventù . E andare oltre nella ricerca di  queste emozioni significa contemplare il proprio animo  e  il proprio spirito.
 #donlucavescovo #unamicountesoro #guardarsidentro



venerdì 1 giugno 2018

INTERROGAZIONE - Cernusco città migliore grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche. Realizziamo il PEBA


Da: "claudio.gargantini" claudio.gargantini@pec.it
Cc:
Data: Fri, 1 Jun 2018 13:37:25 +0200
Oggetto: INTERROGAZIONE - Cernusco città migliore grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche. Realizziamo il PEBA

Nel consiglio comunale dei ragazzi svoltosi Mercoledì  30 maggio all’Agorà ,  alcuni studenti neo consiglieri del consiglio comunale dei ragazzi hanno espresso il desiderio di avere a Cernusco parchi giochi  inclusivi.
Ad oggi però  nel nostro comune non è stato  impostato ne attuato il PEBA, Piano Eliminazione delle Barriere Architettoniche obbligatorio per i comuni .

Ricordiamo che l'Italia introduceva  i PEBA nel  lontano 1986, con la legge 41/86 (art. 32) mentre con la legge n. 13/1989,  stabiliva i termini e le modalità in cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici.
Anche ANCI Lombardia con la  Circolare n. 25/18 ha attivato un  Monitoraggio dei dati relativi allo stato di attuazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), di cui alla Legge Regionale 20 febbraio 1989, n. 6 chiedendo di rispondere a un questionario on line.
Ricordiamo  come una città senza barriere fisiche , sensoriali e uditive permette a tutti di muoversi liberamente sentendosi così a pieno titolo parte di una comunità.
In questo modo Cernusco dimostrerebbe,  anche  urbanisticamente, di essere una città veramente inclusiva che risponde meglio    al’ attenzione verso coloro che hanno modi differenti di muoversi, vedere e sentire;  tensione al’ inclusione che Cernusco ha sempre dimostrato nel proprio tessuto sociale e  nelle  tantissime iniziative di volontariato messe in atto dalle parrocchie e dalle associazioni di volontariato , nonché dai privati cittadini.
 
A questo proposito chiediamo:
1  - Se il nostro comune ha risposto al questionario on line richiesto da Anci Lombardia e di averne copia!?
2   - Il motivo per cui non è   stato ancora attuato il PEBA!?
3   - Quale iniziativa è nelle intenzioni del Sindaco mettere in atto per iniziare il percorso riguardante il Piano Eliminazione Barriere Architettoniche a Cernusco sul Naviglio.?!

Grazie per la risposta scritta
Claudio Gargantini Consigliere comunale
Capogruppo  Cernusco Civica

 335.6920669
 https://www.facebook.com/cernuscocivica/


Ecco la risposta del Sindaco che annuncia l'inizio del percorso del Peba nel 2019



domenica 3 settembre 2017

don Luca Raimondi un grande; che tu abbia fede o no.

Sabato  9 settembre ore 18.30 festeggiamo il 25° di sacerdozio di don Luca Raimondi presso la chiesa di san Giuseppe Lavoratore (tre torri) a Cernusco sul naviglio. 

I miei ricordi, come per Cristina nell'articolo, sono tantissimi e intensi anche se lontani nel tempo ; restano però fervidi nella mia mente  e nel mio cuore. 

L'ho conosciuto da adolescente, negli anni che segnano un pò la   vita  e con lui ne ho combinate di tutti i colori. Dai ritiri spirituali ai campeggi, dalle feste dell'oratorio alle feste in piazza sempre in prima fila ad animare e a coinvolgere. 

Lui è diventato un prete e io  padre. Diciamo che in modo differente siamo un pò tutti e due genitori. 

Condividiamo da sempre la   passione per le persone anche se forse con idee differenti sul senso della vita e sul suo perché. 
Lui fermo sul suo Dio e io che penso che oltre a quel Dio che ho conosciuto ci sia qualcosa in più.

Sono contento che don Luca festeggi questo anniversario perché penso che la vita sia dura con tutti ma soprattutto con i preti come lui, autentici e sinceri, chiamati a  un ruolo importante ma difficile in una società consumistica e non più cristiana nella sostanza anche se cattolica nella tradizione. 

Tra i tanti pezzi di vita passati insieme, ricordo quando fuori di testa tutti e due, mi calai dal balcone del piano sopra casa mia  per entrare dalla finestra del balcone, con lui che mi teneva la corda per non volare giù dal 4 piano. 

Mi piace pensare che quelli come me possono permettersi di "osare" ed "esagerare" grazie a quelli che come don Ray tengono le corde a tante persone che altrimenti cadrebbero giù. 

Vai prete e fanne ancora tanti di anni di sacerdozio conditi magari da qualche sana follia. 

garga


D  


venerdì 13 maggio 2016

Finalmente il nuovo campo in sintetico del Paolo VI.



Voglio dichiarare la mia grande soddisfazione per l’avvio dei lavori del nuovo campo in sintetico del Paolo VI che ripropone   una parte  del progetto che nel 2005 ai tempi del GSO Paolo VI avevamo fatto insieme all’architetto Ottavio Mapelli per la sistemazione  delle strutture sportive e relativa ottimizzazione degli spazi dell’oratorio.



Il Paolo VI potrebbe così diventare come per Sacer e don Gnocchi uno spazio unito e diviso contemporaneamente secondo le esigenze educative e gestionali della comunità oratoriana e sportiva .

Mi piace sperare che Il nuovo campo in sintetico sia  solo il secondo pezzetto, dopo la palestra,  di quel  progetto pensato circa 10  anni fa.

Per chi come me è cresciuto al Paolo VI negli anni 70-80, dando tanto e ricevendo ancora di più, non può che far piacere l’avvio di questo importante  investimento  nella speranza che  il nuovo progetto   possa essere un ulteriore stimolo per   una rivisitazione dell'intera gestione dell’oratorio. 

Spero che il Paolo  VI   possa tornare  ad essere un punto di riferimento del quartiere  cosi come lo abbiamo conosciuto nella nostra gioventù.

 Penso che al rifacimento del campo in sintetico possa accompagnarsi  la costruzione di una nuova organizzazione gestionale   che sappia valorizzare i vecchi come i nuovi spazi esistenti  spesso non utilizzabili . Uno su tutti il bar troppo spesso chiuso nei momenti di massima affluenza sportiva.

Tante possono essere le soluzioni  che possono   essere pensate, fino a poter dare a qualche giovane famiglia  casa e lavoro.

Gli stessi finanziamenti pubblici, grazie alla legge regionale 12/05 che determinano un  contributo dell’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria per attrezzature religiose, ossia  dai  100.000 ai 150.000 euro a secondo dell'anno, meritano un ritorno anche alla comunità cernuschese nel poter frequentare il Paolo VI quale  luogo aperto   nei servizi proposti.

Un augurio sincero  affinché la comunità pastorale sappia ricreare,  grazie al nuovo progetto e all’ entusiasmo dell’ Aso , un luogo educativo aperto all’ incontro. Un ponte verso il territorio.

Claudio


sabato 5 luglio 2014

L’utilizzo della mensa da parte di privati e mancate informazioni della giunta in proposito.

Sull'opportunità dell’utilizzo dei locali della mensa della scuola pubblica Aldo Moro da parte dell’Associazione Riccardo Pampuri si è scatenato un dibattito sui social network, cui è prontamente seguito un comunicato stampa dell’Amministrazione

Non entro nel merito dell’iniziativa ma del comunicato, dove rilevo alcune mancate informazioni che avrebbero chiarito meglio il motivo della concessione dello spazio.

Le informazioni che mancano sono che per prassi invalsa il Dirigente aveva  già  concesso i locali della mensa per identiche finalità a partire dal 2007 a varie Associazioni iscritte all'Albo,  Anni sempre Verdi, Amici del Tempo Libero, Banda de Cernusc e  ultimo per data proprio alla Pampuri per realizzare nel 2013 una festa di capodanno.

Sicuramente la polemica scatenata sui social network ha spinto il Sindaco a un chiarimento anche se alcune affermazioni avevano sapore razzista.

Ma qui nascono alcune domande.

Un comunicato che taglia, non so dirvi se volutamente o no, importanti informazioni come le precedenti concessioni della mensa, che avrebbero dato motivate giustificazioni all’ultima assegnazione, concentrandosi invece sulle “responsabilità” del Dirigente, che cosa nasconde o vuole dire?!

Seconda riflessione. Per quale motivo questa sottolineatura dei partecipanti Rom all’iniziativa, come se di ogni precedente concessione avremmo dovuto riferire  del sesso, dell’etnia o dell’inclinazione sessuale dei partecipanti?!


Ancor più stridono le motivazioni riportate nel comunicato stampa sul diniego che il Sindaco avrebbe dato se informato.
“Era doveroso che venissimo informati della richiesta: avremmo così espresso un parere contrario alla messa a disposizione di uno spazio pubblico per una iniziativa privata che ha visto coinvolto un rilevante numero di persone, tanto più che in quegli ambiti si sta svolgendo il centro estivo comunale. Non si trattava – ha continuato il Primo cittadino - di valutare se la richiesta fosse stata avanzata per un’iniziativa che vedeva coinvolte famiglie rom, quanto piuttosto sulla evidente inopportunità di mettere a disposizione spazi pubblici per iniziative private”

Purtroppo gli stessi spazi pubblici erano già stati dati in precedenti simili iniziative.
 Quindi perché prima si e questa volta no? Forse  perché i Rom avrebbero fatto pendere la bilancia sul rifiuto più che sull'ok delle precedenti iniziative?!

Per concludere sono convinto invece,  che se fossero stati  avvisati, il Sindaco del partito democratico e l’Assessore Zecchini di Sinistra per Cernusco avrebbero non solo dato il loro consenso ma avrebbero sicuramente partecipato alla festa proprio per coerenza con i messaggi di inclusione e accoglienza che fanno parte dei proclami della sinistra al governo in città.

La vera mancanza che intravvedo in tutto ciò, è che la procedura invalsa non prevede i costi per l’affitto dei locali in quanto le tariffe sono definite solo per gli spazi regolamentati. (es. auditorium, palestre, etc…)

Questa si che è una mancanza del Sindaco e della giunta. Ossia non aver regolamentato questi spazi in potenziale richiesta da parte delle Associazioni iscritte all’Albo, e non essersi preoccupati di definire le tariffe che gli utilizzatori avrebbero dovuto pagare a vantaggio della comunità.

Claudio Gargantini
capogruppo Persona e Città



lunedì 15 luglio 2013

Testamento Biologico a Milano. Ecco dove registrarlo

Bene a Milano sul testamento biologico. Ci avevo creduto  anch'io portando la mozione nella seduta del 31 gennaio 2012 in consiglio comunale ma proprio il partito democratico di Cernusco  capitanato dal sindaco  Eugenio Comincini e dal segretario Paolo Della Cagnoletta prima chiese il ritiro della mozione con il capogruppo Raffaele Di Bello e poi voto contro. Questo il livello del riconoscimento dei diritti civili nella cernusco family friendly. Ma eravamo a circa quattro mesi dal voto amministrativo del 2012, quindi perchè inimicarsi qualche integralista cattolico?! 

Ecco a Milano un luogo cristiano dove depositarlo

La Chiesa Evangelica Valdese di Milano esprime il proprio apprezzamento per la decisione del Consiglio Comunale di istituire nella nostra città il Registro delle attestazioni delle dichiarazioni anticipate di fine vita .
La delibera approvata conclude un lungo percorso che ha visto la partecipazioni attiva di cittadine e cittadini e l’impegno di diversi consiglieri comunali.

Nella convinzione che è principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell'esprimere validamente il suo pensiero, nel dicembre 2009  la Chiesa Evangelica Valdese di Milano ha aperto uno sportello pubblico per la raccolta e la conservazione delleDirettive anticipate per i trattamenti sanitari in attesa che una legge dello Stato consentisse di poterlo fare in un luogo istituzionale. Da allora 748 persone hanno depositato gratuitamente il proprio testamento biologico presso lo sportello valdese e molte altre hanno ricevuto informazioni e chiarimenti sia direttamente che attraverso i vari mezzi di informazione.

Con la delibera approvata ieri Il Comune non conserverà fisicamente i testamenti biologici, ma istituirà il registro delle attestazioni delle dichiarazioni anticipate di fine vita in cui verrà indicato il luogo di conservazione delle volontà e il fiduciario. Perciò lo sportello della Chiesa Evangelica Valdese di Milano per la raccolta e la conservazione  del documento continuerà ad essere aperto al pubblico.

La Chiesa Evangelica Valdese di Milano invita tutti coloro che hanno già depositato il documento o che lo faranno in futuro a utilizzare il registro del  Comune di Milano una volta che sarà attivato.

Sul sito www.milanovaldese.it è indicato il calendario di apertura dello sportello valdese ed è anche possibile  scaricare il modulo (che è solo suggerito) per le direttive anticipate di fine vita o "testamento biologico", nonché le note informative contenenti le risposte alle domande più frequenti sulla compilazione e presentazione del documento.

Samuele Bernardini Presidente del Concistoro Chiesa Evangelica Valdese
di Milano www.milanovaldese.it  

domenica 17 febbraio 2013

La giornata mondiale della Laicità in memoria di Giordano Bruno

Il 17 febbraio dell'Anno Santo 1600, al termine di un processo durato (fra denunce, carcerazione, interrogatorio, ritrattazioni) nove anni, Giordano Bruno veniva condannato a morte dalla Santa Inquisizione Romana, condotto al rogo con la bocca inchiavardata e bruciato vivo in Campo dei Fiori.





Giordano Bruno è l' emblema della lotta della persona umana contro il dogma.

Giordano Bruno non ha fatto che affermare la libertà dell'etica contro il confessionalismo del precetto e quindi non ha fatto che affermare la superiorità della laicità contro il relativismo del dogma.

Intendo la laicità come l'epressione e la relazione del desiderio primordiale della persona umana nella sua pulsione naturale di crescita,  autorealizzazione e autodeterminazione, che appartiene al comune denominatore della  natura umana. 

Natura umana che è evidenza in sè, espressa nella dignità della persona umana, dove la laicità è lo strumento e il metodo di condivisione per il raggiungimento del bene comune.


Ecco perchè rilevo nella laicità uno strumento migliore per la costruzione del bene comune di quello dato dalle fedi e dalle religioni.

Solo nella laicità è possibile l'incontro di tutte le persone  mentre le religioni sono di per sè per alcuni, e quindi possibile fonte di contrapposizione. 
Una sana laicità può essere l'unico vero garante per l'esistenza di ogni cultura religiosa.

Il ricordo di Giordano Bruno sia  memoria  della pienezza della persona umana, in contrapposizione alla "frammentarietà" del dogma.

Ecco perchè  il 17 febbraio è la mia Giornata Mondiale della Laicità

Amiamo la laicità e difendiamola  dagli attacchi degli "eretici",  coltivando insieme il suo fertile terreno.

Claudio





domenica 30 settembre 2012

Una società che reclama i diritti civili

Le affermazioni di Pisapia sulle adozioni alle coppie gay meritano un' attenzione non tanto per essere sottoposte a giudizio  ma in quanto stimolo ad  un riflessione sui diritti civili in un paese disallineato tra società e leggi in tal senso.


Siamo passati, grazie all' istruzione e a una maggior consapevolezza dei propri diritti, da un paese bigotto in cui clero e partiti dettavano  leggi  e stili di vita a un paese di persone   in cui l'esigenza di benessere e sviluppo della personalità è in maggior misura presente ma non trova risposte nelle leggi ad oggi esistenti. 

Sappiamo come nel passato a fronte di stili di vita imposti da dogmi e ideologie, la vita di coppia e famigliare fosse piena di  violenze e soprusi.
Donne picchiate dai mariti, figlie date in matrimoni senza amore, e bambini venduti.
Il tutto salvato per il buon nome di dio, patria e famiglia.

Purtroppo le leggi esistenti ad oggi non sono degne di un paese civile dove l'articolo 3 della Costituzione Italiana viene quotidianamente calpestato.

Penso in particolare alla legge 40 e al divieto di esprimere l'autodeterminazione sulla propria vita con il divieto di testamento biologico.

Anche la questione adozione non trova  risposta alle esigenze dei bambini di avere genitori consapevoli al di là degli orientamenti sessuali. 
Personalmente penso che il tema sia contemporaneamente educatico ed etico, sociale e culturale oltre che  politico e proprio per questo merita il dibattito e la riflessione.

Riporto qui un bel post trovato su facebook sulla questione più faticosa e controversa riguardante l'adozione.
In Italia nessuno ha "Diritto" ad adottare. Non c'è la libera adozione. Ogni singolo caso di adozione deve essere valutato da esperti e l'adozione può essere decisa alla fine di un percorso solo dall'autorità giudiziaria. E questo è davvero un percorso di civiltà perché l'interesse ad una vita piena ed equilibrata di chi viene adottato deve essere l'unico metro di giudizio. Ma bisogna permettere a tutti i cittadini, anche i singles, le coppie dello stesso sesso, di avere il diritto, non certo ad adottare, ma a sottoporsi a questo percorso ed al giudizio dell'autorità predisposta. Anche questo è un percorso di civiltà.(Giuseppe Rotondo).(Giuseppe Rotondo)

In effetti se pensiamo a quanti diventino genitori solo per una scopata senza averlo desiderato consapevolmente e senza mai esserlo , e a quanti invece lo vogliono essere consapevolmente attraverso l'adozione o la fecondazione assistita e invece che aiutati si trovano ad essere cittadini di serie B attraverso percorsi tortuosi e a una legge 40 vessatrice nei confronti delle donne, dei genitori e della vita mi fa dire che questo non sia un paese civile tantomeno un paese  cristiano.


Ecco perchè occorre, pur rispettando i dogmi e le ideologie che hanno accompagnato la storia ,ripartire   dalla persona e dai suoi desideri di vita piena per arrivare ad una società in cui le leggi ne garantiscano lo sviluppo. 

Senza nessuna paura di mettersi in gioco  ma solo con la speranza di poter costruire un mondo migliore.

Claudio 


mercoledì 1 febbraio 2012

Il mio si al Testamento biologico e l'esito della votazione in consiglio comunale

Ecco il testo del mio intervento a sostegno della mozione sul Testamento biologico discussa nella seduta del consiglio comunale di Martedì 31 gennaio 2012

Il Registro delle Dichiarazioni anticipata di trattamento (DAT) è un Registro in vengono inserite le dichiarazioni di tutti coloro che in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante o di malattia che li costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione, chiedono di non essere sottoposti ad alcun trattamento terapeutico né a idratazione e alimentazione forzate e artificiali nel caso di impossibilità ad alimentarsi autonomamente.

Questa dichiarazione, è bene ricordarlo, può essere modificata in qualsiasi momento dal diretto interessato.

Con la mozione in discussione questa sera non si vuole instituire il Registro delle DAT ma un Registro che raccolga le attestazioni dei soggetti residenti che hanno redatto le proprie dichiarazioni anticipate con l’indicazione del luogo o dei soggetti presso cui sono conservate (notaio/fiduciario/altro depositario).

La dichiarazione anticipata di trattamento (DAT) è necessaria affinché ognuno possa, con consapevolezza, decidere come accogliere il momento della fine della propria vita nell’istante in cui non potrà più esprimersi.

L’importanza del rispetto della volontà personale in caso di malattia è sottolineata nell’articolo 32 della Costituzione Italiana che cosi recita:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”


Un tema, quello del Testamento Biologico, che trova concordi cattolici e laici.

Iniziamo con il pensiero del Cardinal Martini

Il Cardinale Martini, in un intervento sul Sole 24 ore, riconosce la necessità di «norme che consentano il rifiuto delle cure» da parte dei malati in fin di vita ma precisa che resta «di grandissima importanza distinguere tra eutanasia e astensione dall'accanimento terapeutico, due termini spesso confusi». Scrive Martini: «evitando l'accanimento terapeutico non si vuole procurare la morte: si accetta di non poterla impedire». Nella sua riflessione il Cardinale pone in rilievo i propositi del paziente: «Non può essere trascurata la volontà del malato», e aggiunge che «forse sarebbe più corretto parlare di limitazione dei trattamenti». Martini ritiene che da parte della Chiesa d'ora in avanti «dovrà esserci più attenta considerazione anche pastorale», al contempo sottolinea come «dal punto di vista giuridico rimane aperta l'esigenza di una norma che consenta di riconoscere la possibilità del rifiuto (informato) delle cure e consenta di proteggere il medico da eventuali accuse», prendendo a riferimento la nuova legislazione francese.

Sottolineo come , sempre in campo cattolico, sia stata la Conferenza Episcopale tedesca insieme alle altre chiese cristiane, a redare il Testamento biologico da distribuire ai propri fedeli.
La direttiva del TESTAMENTO BIOLOGICO CRISTIANO, si legge nel documento tedesco, vuole mostrare un punto d’incontro tra un inaccettabile prolungamento della vita e un accorciamento irresponsabile della vita,

Da ultimo vogliamo ricordare Papa Giovanni Paolo II che nelle ultimi istanti della sua vita sussurrò "Lasciatemi andare alla Casa del Padre" volontà che fu pienamente rispettata.

Ricordiamo che anche il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 471 del Compendio cosi recita:

Quali procedure mediche sono consentite, quando la morte è considerata imminente? (2278-2279) Le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. Sono legittimi invece l'uso di analgesici, non finalizzati alla morte, e la rinuncia «all'accanimento terapeutico», cioè all'utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo.

Questa sera mi sembra doveroso e giusto ricordare anche la battaglia fatta da Peppino Englaro, e con lui da tantissimi cittadini italiani, per chiedere il rispetto della volontà di sua figlia Eluana, in coma per 17 anni, a non protrarre le “procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo.”

Questo consiglio comunale si è più volte espresso su temi importanti con mozioni, ne cito solo alcune, a favore dei diritti delle coppie , in difesa della pace o contro le discriminazioni dei cristiani in varie parti del mondo.

Quando si parla di testamento biologico non si parla quindi di eutanasia o di dolce morte, ma di garantire e rispettare quei sacrosanti diritti alla libertà e alla dignità personale proclamanti nella nostra Costituzione.

Ecco il motivo per cui non possiamo non esprimerci su un tema cosi importante che tocca la vita di tutti i cittadini, nessuno escluso. Anzia, possiamo dire che poter prendere la parola in questo consiglio su un tema cosi importante sia un onore per tutti noi.

Mi piace pensare che nella discussione sugli istanti che trascorrono tra la vita e la morte le barriere ideologiche possano decadere di fronte alla dignità della persona umana, perché ricordiamo che non c’è violenza peggiore che quella inflitta a un corpo in ostaggio che non può più esprimere la propria volontà.

Non sia mai che qualcuno venga obbligato a interrompere un sostegno artificiale alla propria vita, cosi come non sia mai che alcuno sia obbligato a mantenere un sostegno artificiale alla propria vita.

Solo la piena libertà nella consapevolezza può sciogliere ogni dubbio affinché ciò non avvenga.

È per questo che ha senso il Testamento biologico.

Ecco perché invito questo consiglio comunale ad approvare la mozione in oggetto e a pronunciare forte che senza la libertà personale non ci può essere nessuna comunità.

Claudio Gargantini
Consigliere comunale indipendente.





Il consiglio comunale ha respinto la mozione con 13 voti contrari, 3 a favore, 1 astenuto. Assenti 3 consiglieri.

La nostra città ha cosi perso un importante occasione per affermare i diritti dell'individuo e il rispetto della persona umana.


Hanno votato a favore della mozione
Claudio Gargantini consigliere Indipendente
Ermes Severgnini di Rifondazione Comunista
Daniele Fedeli di Vivere Cernusco

Hanno votato contro la mozione
Eugenio Comincini Sindaco
Giorgio Perego Presidente del Consiglio comunale
Marco Erba del Partito Democratico
Angelo Levati del Partito Democratico
Adriana Guzzi del Partito Democratico
Dario Viganò del Partito Democratico
Fabio Colombo di Vivere Cernusco
Donato Scotti di Vivere Cernusco
Daniele Cassamagnaghi del Naviglio
Giorgio Monti del Partito della Libertà
Gianluigi Frigerio del Partito della Libertà
Fabrizio De Luigi del Partito della Libertà
Mario Oriani del Partito della Libertà
Ciro Angrisano di Cassamagnaghi Sindaco

Astenuti
Raffaele Di Bello del Partito Democratico

Assenti
Erica Spinelli di Vivere Cernusco
Angelo Rocchi della Lega nord
Claudio Cogliati della Lega nord

domenica 27 novembre 2011

Aids, prevenzione e cura.

Di Aids non se ne parla ed è quasi impossibile trovare notizie nei media nazionali.

In Lombardia ci sono 15mila persone che hanno contratto il virus dell'Hiv e che non sanno di averlo. Novemila i casi a Milano. Spesso si tratta di giovani che nemmeno hanno compiuto i trent'anni. In regione i sieropositivi conclamati, seguiti da ospedali e strutture, sono circa 40mila, ma poi ci sono i casi «sommersi».

In Italia sono fra 143.000 e 165.000 le persone che vivono con il virus Hiv responsabile dell'Aids.

Di Aids se ne parla solo quando partono nuove campagne di prevenzione come questa dell'AVSI

Mi chiedo però se ci possa mai essere una vera prevenzione senza una correta educazione sessuale che aiuti a vivere consapevolmente l'atto sessuale, anche attraverso l'uso del preservativo.

Ecco perchè campagne come quella dell'AVSI sono utili ma restano menomate in quanto, rifacendosi alla dottrina sociale della chiesa cattolica, mantengono una posizione limitata nel campo della prevenzione e cura dell'Aids perchè non permettono di informare sul corretto uso del preservativo come invece fanno altre associazioni sempre impegnate nella lotta al'Aids.

La speranza è che anche la Chiesa Cattolica sappia prima o poi vivere senza tabù il sesso e la sessualità che non è finalizzata obbligatoriamente alla procreazione, ma che rimane, con l'amicizia e il sentimento, uno dei 3 metalli preziosi su cui si fonda una relazione di coppia.

Noi però viviamo oggi e, non potendo aspettare che su questo aspetto la chiesa cresca e ponga le sue scuse, la raccontiamo tutta fino in fondo.

sabato 16 luglio 2011

Il Testamento biologico in consiglio comunale.

Scrivo sopra il post per comunicare che ho chiesto di rinviare la mozione in quanto la stessa sarebbe vanificata nella sua parte di mandato dall'eventuale legge che il parlamento sta producendo atta a scipparci la vita.

Mercoledi 20 luglio alle ore 19 presenterò in consiglio comunale la mozione per il testamento biologico.

Anche il comune, quale luogo più vicino alla vita delle persone, è invitato a dare un segnale di sensibilità, attenzione e rispetto alla dignità della persona.

Ecco il testo che sarà presentato mercoledì prossimo in consiglio comunale.

Come potete leggere non si tratta ne di eutanasia ne di dolce morte, bensi di rispettare la coscienza e la dignità della persona attraverso il testamento biologico, se richiesto dall'interessato, nel momento di indisponibiltà della propria volontà persistendo lo stato di malattia o lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile.


Mozione per il Testamento biologico

Egr. Presidente del Consiglio
Premesso che:
. l’articolo 32, comma 2, della Costituzione stabilisce che la legge in nessun caso può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, cosicché neanche il Parlamento all’unanimità potrebbe imporre a qualcuno qualcosa che violi il rispetto della sua persona;
. l’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea stabilisce che ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica;
. l’articolo 1 della legge n. 180 del 1978 stabilisce che i trattamenti sanitari qualora obbligatori possono essere disposti solo nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione;
- la Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina: Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina, Oviedo 1977, ratificata dal Governo Italiano ai sensi della Legge n° 145 del 28 marzo 2001, stabilisce all’articolo 9 che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che al momento dell‘intervento non è in grado di esprimere la propria volontà saranno tenuti in considerazione “;
- il nuovo Codice di Deontologia Medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, che dopo aver precisato all’articolo 16 che “il medico deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato...”, all’articolo 35 afferma che “il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l’acquisizione del consenso esplicito e informato del paziente. (...) In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona”;
- lo stesso Codice di Deontologia Medica, che all’articolo 38, afferma che “il medico deve attenersi (...) alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi (...). Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà, deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato”.
. nel caso del diritto alla salute o di altri diritti essenziali di pari rango a causa del loro carattere essenziale di inerenza alla persona che essi rivestono, la rilevanza centrale del principio di autodeterminazione vale a qualificarli come veri e proprio diritti di libertà. Ne discende che ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non ha solo il diritto di essere curato, ma vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi o quale rifiutare;
. ogni individuo ha il diritto di rifiutare e non essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, essendo questo diritto fondato sulla disponibilità del bene salute da parte del diretto interessato e sfocia nel suo consenso informato ad una determinata prestazione sanitaria;
. la Corte costituzionale, nella sentenza numero 438 del 2008, ha affermato che il diritto del paziente al consenso informato è sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello alla salute e quello all’autodeterminazione, al fine di garantire la libera e consapevole scelta da parte del paziente e, contestualmente, la sua stessa libertà personale conformemente all’art. 32, comma 2, della Costituzione;
. la Corte di Cassazione, nella sentenza numero 21748 del 2007, ha stabilito che alimentazione ed idratazione sono senza dubbio trattamenti medici e, quindi, come tali rinunciabili;
. i pazienti che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare non devono, in ogni caso, essere discriminati rispetto ai pazienti in grado di esprimere il proprio consenso pertanto, qualora sia possibile ricostruire la loro volontà espressa quando ancora erano in grado di farlo, questa deve essere rispettata al fine di evitare nei loro confronti la pratica di determinate cure mediche che essi rifiutano;
considerato che:
. non esiste nell’ordinamento italiano un vuoto normativo relativo al diritto della persona di indicare i trattamenti sanitari ai quali voglia essere sottoposto e quelli che invece rifiuti, in quanto inerendo il rifiuto di cura ai diritti fondamentali della persona, come quello all’autodeterminazione, non c’è bisogno di riaffermarlo con una legge;
. il potere politico e quello legislativo non possono prevaricare la coscienza personale e operare in modo tale da sostituirsi alle decisioni libere e consapevoli dell’interessato, mentre devono intervenire al fine di favorire e assicurare il rispetto di tali libere decisioni;
considerato inoltre che:
. la legge stabilisce che la funzione di certezza circa la provenienza di dichiarazioni private può essere assicurata da pubblici ufficiali cui è affidato il potere di autenticare legalmente la sottoscrizione altrui previo accertamento dell’identità del dichiarante;
. tale funzione può essere svolta anche presso gli uffici municipali;
- in qualsiasi momento il dichiarante può cambiare, variare o eliminare la propria dichiarazione.
Tutto ciò premesso,
I sottoscritti consiglieri chiedono che il Consiglio comunale dia mandato alla Giunta comunale e al Sindaco
- di istituire un Registro che raccolga le attestazioni dei soggetti residenti che hanno redatto le proprie dichiarazioni anticipate di volontà con l'indicazione dell'avvenuta redazione di tali dichiarazioni e del luogo o dei soggetti presso cui sono conservate (notaio/fiduciario/altro depositario) al fine di garantirne la certezza della data di presentazione e della fonte di provenienza.
- Il Registro costituisce una semplice raccolta di dichiarazioni dei soggetti residenti rese sotto forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestanti l’avvenuta redazione della dichiarazione di fine vita, il luogo o il/i soggetto/i presso cui è conservato il documento nonché il/i soggetti fiduciari, al solo fine di fornire, nei limiti delle competenze dell’Ente Locale, una forma di documentazione della data di presentazione e della fonte di provenienza, senza la materiale raccolta dei “testamenti”.
- di disciplinare ogni altro aspetto necessario per dare attuazione a quanto disposto con la presente mozione
- inviare una nota al Parlamento Italiano che chieda di rispettare l’articolo 32 della Costituzione e di quanto sopra premesso e il principio di autodeterminazione delle coscienza personale.
- dare comunicazione ai cittadini attraverso i mezzi di comunicazione istituzionali e non dell’avvenuta istituzione del Registro.


Claudio Gargantini - Consigliere comunale indipendente

domenica 5 giugno 2011

Positivi nell'anima



L'iniziativa della diocesi di Milano per contrastare il diffondersi dell'aids sui neonati in Zambia è lodevole e degna di sostegno. Ti invito a diffonderla.

Ecco il link del sito Positivi nell'anima in cui puoi trovare tutte le informazioni.

Sono sicuro, o mi piace sperare, che gli operatori sul posto svolgano un opera di educazione sessuale che non nasconda l'uso dei preservativi.

La diocedi di Milano è avanti ma non lo può dire pubblicamente.
Peccato!!

domenica 29 maggio 2011

Negare la moschea rafforza i mussulmani.

La recente campagna diffamatoria di Milano da parte dei fan di Letizia Moratti con cartelli inneggianti la costruzione della più grande moschea d'Europa a Milano, nel caso della vittoria di Pisapia, mi ha fatto riaffiorare un vecchio pensiero.

Ossia che la “persecuzione” dei mussulmani attraverso il diniego di una moschea non solo non ne blocchi la crescita ma la fortifichi ancor più.

E’ risaputo che la fede religiosa si rafforza attraverso la persecuzione.
I cristiani lo sanno bene. Dai tempi della morte di Cristo con la caccia aperta ai suoi discepoli è stato un susseguirsi di proselitismo.

La persecuzione rafforza la fede perché ne è, per assurdo, un elemento “costitutivo”.

Ecco perché continuare a negare un luogo di preghiera ai mussulmani, se da una parte sembra nasconderne la loro presenza, dall’altra ne rafforza la forza e la determinazione.

A voler fare un pensiero maligno, non è con la persecuzione che si combatte il diffondersi delle religioni bensì lasciando che esse si contaminino con la società dei consumi qual'è la nostra.

Lo stesso Pasolini nelle Pagine corsare ci ricorda come la chiesa cattolica per mantersi integra doveva guardarsi, più che dal comunismo, dal consumismo.

In effetti è sotto gli occhi di tutti come i valori cristiani siano più annunciati che vissuti.

Consiglio agli oppositori della moschea che se proprio proprio è più forte di loro non riuscire a rispettare l’articolo 3 della Costituzione Italiana e quello sulla libertà religiosa, di non pensare che sia il diniego di un luogo di culto a fermare la crescita dei suoi fedeli.

Quindi costruite moschee e lasciatele costruire.

Se proprio qualcuno è interessato ad opporsi a qualche religione e al suo diritto ad avere un luogo di preghiera le faccia contaminare di consumismo.

Coloro che vogliono difendere le radici dell'europa cristiana, non è contro le moschee che devono volgere il loro sguardo ma contro il proprio "benessere".

Il consumismo, quello si che uccide l’anima. Digli di smettere.

sabato 7 maggio 2011

8 e 5 per mille per la libertà

Anche quest'anno il mio 8 per mille andrà alla chiesa valdese perchè utilizzato interamente per azioni sociali.

Il mio 5 per mille lo dono all'Associazione Luca Coscioni sempre in prima linea per le battaglie sulla laicità, sulla ricerca scientifica e sulla libertà di scelta.

Se non hai già deciso facci un pensiero anche tu.

sabato 2 aprile 2011

I dettami della gerarchia cattolica e le genuflessioni dei politici

La chiesa cattolica ha inserito la fecondazione assistita tra i nuovi peccati verso i diritti individuali e sociali.

Se non possiamo entrare nelle indicazioni che la chiesa pone ai propri fedeli possiamo però rivelare la stonatura di tali indicazioni.

La chiesa cattolica, a differenza di altre chiese cristiane, continua a dare risposte di ieri a problemi di oggi.

Ma quello che mi preme sottolineare come cittadino e come politico è la continua determinazione della chiesa cattolica a voler imporre a uno stato laico come l'Italia le propria visione della morale e della sessualità chiedendo leggi che rispecchino i suoi precetti.

Ricordiamo tutti, l'imponente impegno della chiesa nel referendum sulla legge 40 con l'invito a non votare in modo da non arrivare al quorum per la validità del referendum.

Come sono di tutti i giorni gli inviti, ultimi quelli riguarante il Testamento biologico, a non dare al paese leggi di libertà e responsabilità come qualsiasi paese normale dovrebbe avere.

Purtroppo il problema dell' Italia non sta tanto nell'invadenza della chiesa, quanto nella sudditanza della classe politica che più che preoccuparsi di dare leggi giuste, moderne e convenienti per lo sviluppo del paese, è preoccupata del consenso e dell'appoggio della gerarchia.

Due peccati da parte della chiesa.
Quello di non sapere leggere il tempo presente nella definizione della morale per i propri fedeli e quello di invadere il campo di "Cesare".

Due peccati anche per la classe dirigente politica del nostro paese.
Quello di privilegiare la piaggeria alla giustizia e quello di tener il paese in un eterno medioevo.


Chi potrà mai perdonare alla chiesa e alla politica questi loro peccati?!
Ma soprattutto chi si salverà da questo impasse??

Notte, in attesa di un' alba nuova.
Claudio

p.s. qualcuno segnala che forse è venuto il tempo di sbattezzarsi.
Non entro nel merito delle scelte personali.
Segnalo solo il sito dove sono riportate le indicazioni per compiere questa scelta.

mercoledì 30 marzo 2011

Il medoto catechistico e il metodo socratico. Quando la chiesa rema contro l'istruzione per tutti.

Credo profondamente che la verità sia presente in ogni persona e che il metodo socratico sia il più indicato a farla emergere.

Il metodo catechistico, tipicamente usato dalla gerarchia cattolica, invece si avvale della presunzione di unico detentore della verità e teme ogni metodo di crescita che sfugge al proprio controllo e alla propria autorità.

Il primo necessita della libertà personale che si sviluppa grazie anche all'istruzione, mentre il secondo si propaga nella cieca ubbidienza o nell'ignoranza.

Era questa la preoccupazione "politica" della chiesa del diffondersi dell'istruzione pubblica nell'immediato sviluppo dell'unità d'Italia nel 1861.

Ciò si evince bene in una lettera datata 1870 inviata da Pio IX a Vittorio Emanuele II in cui il pontefice scrive:
«Vi unisco poi la presente per
pregarla a fare tutto quello che può affine
di allontanare un altro flagello, e
cioè una legge progettata, per quanto
si dice, relativa alla istruzione obbligatoria.

Questa legge parmi ordinata ad
abbattere totalmente le scuole cattoliche
e soprattutto i Seminari. Oh quanto
è fiera la guerra che si fa alla Religione
di Gesù Cristo! Spero dunque
che la V. M. farà sì che in questa parte
almeno, la Chiesa sia risparmiata. Faccia
quello che può, Maestà, e vedrà
che Iddio avrà pietà di Lei. Vi abbraccio
nel Signore. Pio PP. IX».


A mio parere la lettera è uno dei tanti segni di come la chiesa cattolica, soprattutto nella sua gerarchia, combatta lo sviluppo della persona umana in quegli ambiti che sono sottratti dal suo controllo come l'istruzione pubblica.

Fortunatamente non tutti i cristiani temono la libertà personale che nell'istruzione ha un motore della sua crescita e riconoscono come l'istruzione sia un dovere fondamentale dello stato e un diritto fondamentale di ogni cittadino.

La lettera è citata da Umberto Galimberti su D di Repubblica numero 735 alla pagina 266 che trovate sul sito del giornale.

domenica 13 febbraio 2011

Testamento biologico. La consapevolezza dell'ultima ora rimanga ad ognuno di noi.

Nel silenzio mediatico sta per approdare alla Camera dei Deputati il disegno di legge sul testamento biologico in cui si vuole obbligare alla cura colui che non è più in grado di essere consapevole del proprio stato di vita.

Dopo tutta una vita in cui la politica, la società e la chiesa invitato alla consapevolezza e alla responsabilità, nel momento in cui questa cessa, ti obbligano a tenere in "vita" il corpo con una coercizione che sfocia nell'invasione della libertà personale nel punto più alto della propria vita, la morte.

Ringrazio il senatore Marino per gli aggiornamenti che fà attraverso la sua pagina fb insieme ai Radicali, come anche la chiesa valdese, che ci ricorda come tanti cristiani con le rispettive chiese, cattolici compresi, la pensino diversamente dalla conferenza episcopale italiana, in tema di testamento biologico.

Ecco qui la direttiva e il modulo della Conferenza episcopale tedesca cattolica stilato insieme al Consiglio delle chiese evangeliche in Germania.

Qui il modulo presente sul sito di Umberto Veronesi

Segnalo lo spot dei medici CGIL, IO NON COSTRINGO CURO, che citando il codice dontologico e la Costituzione della Repubblica italiana all'articolo 32, ricordano come nessuno possa essere obbligato a un trattamento sanitario.

Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.


Ammetto che senza di loro anche io mi sarei perso, come sarei perso se non facessi il mio testamento biologico.

Firma anche tu l'appello per l'autodeterminazione della propria vita.

venerdì 17 dicembre 2010

Chiarimento sul Presepe

I primi commenti sul mio post riguardante il presepe in piazza a Cernusco richiedono un chiarimento che pensavo, nel 2010, fosse stato assunto da tutti.

Ciò che contesto non è la valorizzazione del cristianesimo e del pluralismo religioso, anzi, proprio nell’intervista a infolio di oggi dico che sarebbe stato meglio dare un contributo alla manifestazione dei presepi a Santa Maria, ma contesto , che sia stata la municipalità , che per sua definizione è di tutti e non della maggior parte o di qualche parte, a farsi promotrice di manifestazioni religiose (qual’e’ l’esposizione di un presepe che ha un suo valore di fede prima che culturale) per due motivi precisi:

1.perché non è di sua competenza
2.per rispettare il sacro che ha al suo interno le proprie dinamiche di proposizione.

Sottolineo inoltre che un simbolo religioso “rubato” perde il suo valore.

Per concludere

Se il presepe in piazza Gavazzi fosse stato proposto dalla parrocchia o da un associazione e avesse trovato il contributo (da discutere nell'entità) dell’Amministrazione sarebbe stato ok!

Un evento religioso, qual'è l'esposizione del presepe, proposto direttamente dall' Amministrazione non è ok!

La linea è sottile lo so.

Io la riconosco proprio grazie alla mia esperienza cristiana.

Un abbraccio

Buone feste a tutti voi

Claudio

giovedì 16 dicembre 2010

Ma quanto costa 'o presepe?!

In piazza Gavazzi a Cernusco s/n è presente un presepe realizzato dagli artigiani scultori della Val Gardena.

Essendo tempo di crisi finanziaria per i comuni, ho chiesto al Sindaco nel consiglio comunale del 29 novembre quanto costasse alle casse comunali l'operazione presepe.



















La risposta del Sindaco è stata: "9.000 euro".

Purtroppo non è cosi.

La determina di spesa pubblicata sul sito comunale parla chiaro.

22.200 euro per il natale 2010 e 2011 più la custodia dello stesso in uno spazio comunale per tutto l'anno 2011 a nostre spese, senza dimenticare i costi per gli allacciamenti elettrici, altri 2.916 euro che comprendono anche l'allacciamento della pista di pattinaggio.

Mi sarei aspettato dal sindaco una risposta più completa e realistica, che dicesse tutto, ma così non è stato.

La cifra è importante, in particolar modo oggi se si pensa che i continui tagli del governo, chiedono ai comuni maggior oculatezza nelle scelte di spesa.

Sappiamo tutti che quei soldi sarebbero stati più utili in tanti altri ambiti a partire dalla scuola pubblica, visti i tagli effettuati anche da questa amministrazione( ne sarebbe stata felice, ne sono sicuro, anche la "sacra famiglia"!!)

Ma altre considerazioni nascono da questa scelta e da questa spesa.

E' corretto, ieri come oggi, segnare il territorio con simboli religiosi, che se importanti e condivisi da tanti non rappresentano il sentire di tutti, quasi che il luogo pubblico sia un continuum del sacro?
Secondo me no.

Penso che anche un politico di fede cristiana ( e qui i cattolici possono imparare dai fratelli valdesi che sulla laicità hanno certamente una marcia in più) possa garantire quell' equilibrio tra sacro e pubblico che valorizzi i due ambiti e ne rispetti i confini.
Restiamo in attesa della sua venuta.

E comunque più di 23.000 euro di spesa sono troppi anche per un presepe.

giovedì 7 ottobre 2010

Corrente alternata di Concita De Gregorio

L'articolo merita di essere citato nel mio blog.

perché è contro natura favorire la vita dove non arriva per "via naturale" e non è contro natura impedire la morte di chi vive attaccato alle macchine?........ Qualcuno può rispondere?

Lasciami un tuo segno. Grazie

Grazie per i commenti lasciati. Vi chiedo una cortesia, lasciate la vostra firma, un riferimento, almeno il nome, magari la mail. La vita non è solo questione di merito e di metodo, ma anche e soprattutto una questione personale. Le cose che si dicono, come si dicono, acquistano sapore se riferite a un volto, a un nome.Ciao Claudio.



mail claudiogargantini@alice.it

cell. 335.6920669

fax 06.418.69.267